Entro le prime due settimane di maggio venti esemplari di rinoceronte nero dell'Africa orientale (Diceros bicornis michaeli) verranno reintrodotti nel Parco Nazionale di Akagera in Ruanda, a dieci anni esatti dalla scomparsa di questi maestosi mammiferi dal paese africano. A causa dell'intenso bracconaggio cui vengono sottoposti per il loro prezioso corno, venduto a cifre esorbitanti nel mercato nero, i rinoceronti sono stati condotti sull'orlo dell'estinzione. Questa specifica sottospecie di rinoceronte nero è una delle più minacciate in assoluto, dato che si stima ne sopravvivano in tutto soltanto un migliaio di esemplari. Non a caso viene indicata con codice CR (pericolo critico di estinzione) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

In Ruanda l'ultimo rinoceronte nero dell'Africa orientale vivo fu visto nel 2007, per questa ragione la reintroduzione degli esemplari (provenienti dal Sud Africa) ha un valore simbolico e di conservazione particolarmente importante. L'operazione, coordinata dall'ente non profit African Parks, è stata resa possibile non solo dall'aumento delle misure di sicurezza nell'Akagera, ma anche grazie al finanziamento offerto dalla Fondazione Howard Buffett, guidata dal figlio del miliardario americano Warren Buffett. Tra le nuove misure che verranno adottate per proteggere i rinoceronti vi sono un elicottero, vari team di esperti e soprattutto unità cinofile anti-bracconaggio per il controllo del territorio.

“Siamo pienamente preparati ad accogliere i rinoceronti e a garantire la loro sicurezza per il bene della nostra industria del turismo e la comunità in generale”, ha sottolineato con orgoglio Clare Akamanzi, direttore esecutivo del Consiglio per lo sviluppo del Ruanda. Negli ultimi anni l'Akagera Park ha accolto diverse specie in pericolo come elefanti, giaguari e soprattutto leoni. Reintrodotti nel luglio 2015, questi felini furono sterminati come diretta conseguenza del sanguinoso genocidio avvenuto nel 1994, che si stima provocò in Ruanda la morte di un milione di persone, moltissime delle quali brutalmente assassinate a colpi di machete.

[Foto di Yatin Krishnappa]