Illustrazione che mostra il funzionamento del dispositivo cura–ustioni. Credit: IOP
in foto: Illustrazione che mostra il funzionamento del dispositivo cura–ustioni. Credit: IOP

Creato in laboratorio un rivoluzionario dispositivo che stampa la "pelle" direttamente sulle ustioni. La procedura sperimentale, che si basa su un particolare bioinchiostro a base di cellule mesenchimali stromali, oltre a favorire la crescita delle cellule epidermiche aiuta anche il sistema immunitario, catalizzando l'intero processo di guarigione. Testato su maiali, il dispositivo ha dato risultati così promettenti che tra non molto potrebbe portare alle prime applicazioni cliniche, benché manchino ancora necessari studi di approfondimento e sicurezza.

A mettere a punto il super dispositivo è stato un team di ricerca canadese guidato da scienziati di vari dipartimenti dell'Università di Toronto, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del centro specialistico sulle ustioni Ross Tilley, che fa capo al Sunnybrook Research Institute. I ricercatori, coordinati dal professor Axel Günther, docente presso l'Istituto di Ingegneria Biomedica e dei Biomateriali, lavorano al dispositivo da alcuni anni, ma con i nuovi aggiornamenti hanno superato una pietra miliare nel suo sviluppo, un test perfettamente riuscito sui suini. “Il dispositivo ha depositato con successo i ‘fogli di pelle' sulle ferite in modo uniforme, sicuro e affidabile, e gli strati sono rimasti in posizione con un movimento minimo”, ha dichiarato il coautore dello studio Marc Jeschke, direttore medico del Ross Tilley Burn Center.

Ma come funziona esattamente il dispositivo? Come specificato dagli stessi ricercatori in un'intervista all'autorevole Smithsonian Magazine, il concetto è il medesimo di un dispenser manuale per nastro adesivo, che al posto del nastro deposita strati di bioinchiostro sulle ferite dei pazienti, di qualsiasi forma, dimensione e posizione sul corpo. Come indicato, l'“ingrediente” principale del bionchiostro sono cellule stromali mesenchimali che favoriscono la crescita delle cellule epidermiche in situ, ma sono presenti anche proteine che attivano il sistema immunitario e una proteina a base di fibrina legata alla coagulazione del sangue.

Testato su maiali con ustioni profonde, il dispositivo ha garantito un'ottima guarigione delle ferite, una riduzione dell'infiammazione, delle cicatrici e della contrazione, “rispetto sia alle ferite non trattate che a quelle trattate con una impalcatura di collagene”, hanno dichiarato gli scienziati. Per trattare determinate ustioni viene fatto uso di innesti di collagene bovino o di innesti cutanei da parte dello stesso paziente, ma non sempre offrono buoni risultati o sono disponibili, ed è proprio per questo che è stata messa a punto questa stampante portatile di cellule della pelle. “Siamo estremamente soddisfatti di questo test riuscito. Oltre agli eccellenti risultati di guarigione, abbiamo dimostrato che il dispositivo offre un metodo intuitivo per la consegna sicura di cellule e biomateriali. Sono necessari ulteriori studi, ma i risultati preliminari sono promettenti e le potenziali applicazioni cliniche per il dispositivo si estendono ben oltre le lesioni da ustioni di terzo grado”. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Biofabrication.