Il villaggio di Ryrkaypiy, nell'estrema Russia nordoccidentale, è stato letteralmente assediato da decine di orsi polari affamati. Nel momento in cui stiamo scrivendo, l'ultimo aggiornamento della sezione russa del World Wildlife Fund (WWF) riporta un conteggio di 61 esemplari, tra maschi, femmine e piccoli.

Gli orsi polari nei pressi di Ryrkaypiy. Credit: Maxim Dyominov/WWF
in foto: Gli orsi polari nei pressi di Ryrkaypiy. Credit: Maxim Dyominov/WWF

I plantigradi mostrano quasi tutti segni di dimagrimento eccessivo. Sarebbero stati attirati nell'area a causa del ghiaccio troppo sottile, che ha impedito loro di andare normalmente a caccia. Ma un ruolo lo avrebbero giocato anche le carcasse di diversi trichechi, morti in zona nel mese di novembre. Alcune di esse sono state spostate dagli abitanti del villaggio e concentrate in uno spazio aperto proprio per tenere lontani gli orsi polari dal centro abitato.

Per spiegare l'invasione, non la prima di questo genere, gli scienziati puntano il dito soprattutto contro i cambiamenti climatici. L'aumento delle temperature, infatti, sta distruggendo l'habitat naturale di questi animali; le piattaforme di ghiaccio sono sparite o troppo instabili per essere attraversate, così gli orsi polari invece di lanciarsi all'inseguimento dei pinnipedi (come foche e trichechi) o tuffarsi in acqua per recuperare qualche delizioso mollusco o lumaca di mare, vagano lungo le coste fin quando non si imbattono nei centri abitati. Talvolta vengono attirati dai cassonetti dei rifiuti o dalle discariche, come avvenuto recentemente a Noril’sk, una città industriale nel nord della Siberia. Una femmina emaciata e malata ha vagato nella piccolo centro suscitando un certo spavento tra i locali, ma anche tantissima commozione per ler sue precarie condizioni di salute.

Il caso di Ryrkaypiy, nella regione di Chukotka, è comunque piuttosto particolare, dato che il nome del villaggio in cirillico significa proprio “luogo dei trichechi”. Qui si concentrano grosse colonie di questi animali, e in caso di morie, come già avvenuto nel 2017, gli orsi polari vengono attirati a decine dall'odore acre delle carcasse. In questo caso la delicata situazione delle piattaforme di ghiaccio ha amplificato il problema, rendendo l'assedio degli orsi un serio problema per la sicurezza pubblica. Sono state istituite pattuglie per controllare i confini del villaggio, dove vivono poco meno di 800 persone, inoltre, come indicato, è stato predisposto lo spostamento strategico delle carcasse dei pinnipedi. Le visite dei plantigradi sono tuttavia diventate talmente frequenti che per alcuni esperti l'unica soluzione al problema potrebbe essere l'evacuazione dell'intero villaggio.

I movimenti degli orsi vengono costantemente monitorati dalle pattuglie coordinate dalla responsabile Tatyana Minenko, come indicato su Facebook da WWF Russia. Al momento i plantigradi sono intenti a mangiare le carcasse – sembra che i maschi più forti non lascino nutrire agevolmente femmine e piccoli, ma è da verificare – e non rappresentano un pericolo immediato per gli abitanti del centro. La situazione dovrebbe migliorare significativamente da mercoledì 11, quando le temperature dovrebbero abbassarsi a sufficienza per rendere il ghiaccio stabile e permettere agli orsi di tornare alle loro abituali tecniche di caccia. Perlomeno è ciò che si spera per la maggior parte di essi. Quelli che si abituano a trovare “cibo facile” nei pressi dei villaggi, infatti, potrebbero essere spinti a modificare il proprio comportamento predatorio, con rischi serissimi per l'intera specie già minacciata di estinzione.