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Coronavirus
13 Luglio 2021
10:43

Cosa sappiamo sui casi di sindrome di Guillain-Barré dopo il vaccino anti Covid

La Food and Drug Administration (FDA) americana ha comunicato che sono stati segnalati cento casi di sindrome di Guillain-Barré dopo la somministrazione di circa 13 milioni di dosi di vaccino anti Covid di Johnson & Johnson, decidendo di inserire la patologia neurologica tra i potenziali effetti collaterali. L’EMA ha fatto lo stesso per il vaccino di AstraZeneca. Ecco cosa sappiamo su questa condizione e quali sono i rischi.
A cura di Andrea Centini
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All'inizio di maggio l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) aveva comunicato che il Comitato di farmacovigilanza per la valutazione dei rischi (PRAC) stava analizzando i dati di alcuni casi di sindrome di Guillain-Barré verificatisi dopo l'inoculazione del vaccino anti Covid di AstraZenecaVaxzevria”. A seguito delle indagini, l'EMA ha deciso in questi giorni di includere la condizione – una polineuropatia infiammatoria acuta, come indicato nei Manuali MSD – tra i possibili effetti collaterali della vaccinazione, indicando altresì la necessità di riportare l'avvertenza nelle informazioni di prodotto (l'aggiornamento del bugiardino, in pratica) e di avvisare gli operatori sanitari di questo potenziale rischio. Al momento, comunque, l'associazione tra la sindrome e il vaccino non è stata ancora confermata né esclusa, pertanto gli esperti del PRAC continueranno ad analizzare i dati. La Food and Drug Administration (FDA) americana si è espressa in modo analogo per il vaccino di Johnson & Johnson, a seguito di diversi casi di sindrome di Guillain-Barré verificatisi dopo la vaccinazione. Ne sono stati riportati cento su circa 13 milioni di inoculazioni del vaccino monodose; ciò determina un'incidenza fino a cinque volte superiore rispetto a quella attesa per la popolazione generale. Un uomo di 57 anni è deceduto dopo averla sviluppata. Anche nel caso del vaccino di J&J l'associazione è da confermare, ma per cautela si è comunque deciso di aggiornare bugiardino e indicazioni per gli operatori sanitari.

Cos'è la sindrome di Guillain-Barré

La sindrome di Guillain-Barré, come specificato dall'Istituto Humanitas, è la forma più frequente di polineuropatia acquisita dovuta a demielinizzazione, ovvero la “degenerazione delle guaine mieliniche che rivestono le fibre nervose”. Pur essendo rara (l'incidenza è di 1-2 casi ogni 100mila persone all'anno), si tratta comunque della più comune causa di paralisi acuta di origine non traumatica. La causa scatenante della sindrome sembra essere di tipo autoimmune, sottolineano i Manuali MSD, aggiungendo che è a progressione rapida ma “autolimitante”, caratterizzandosi per debolezza muscolare e lieve perdita della sensibilità distale. La paralisi flaccida e il formicolio di braccia e gambe risultano piuttosto comuni nei pazienti, ma generalmente la risoluzione dei sintomi avviene entro alcune settimane dall'esordio. Nel 5-10 percento dei casi, tuttavia, si determina insufficienza respiratoria con conseguente necessità di intubazione e ventilazione meccanica. Circa i due terzi dei casi di sindrome di Guillain-Barré si verificano dai 5 giorni alle 3 settimane dopo un'infezione banale, un intervento chirurgico o una vaccinazione. È stata segnalata anche dopo l'influenza e la COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, così come dopo la vaccinazione contro entrambe le condizioni. In base ai dati riportati dal New York Times, il comune vaccino contro l'influenza stagionale determina un aumento di 1 o 2 casi in più per ogni milione di dosi somministrate. Nel 1976 una compagna contro l'influenza suina fece aumentare l'incidenza della sindrome di un 1 caso ogni 100mila persone vaccinate.

“Penso che i dati siano piuttosto convincenti sul fatto che il vaccino antinfluenzale causi la sindrome di Guillain-Barré, ma è un rischio molto piccolo”, ha dichiarato al NYT il professor Daniel Salmon, a capo dell'Institute for Vaccine Safety dell'Università Johns Hopkins. Nonostante il legame con questo e altri vaccini, gli scienziati non sanno come la condizione venga innescata. “Non capiamo davvero il meccanismo biologico. È una frustrazione incredibile”, ha aggiunto il professor Salmon. Per quanto concerne i vaccini anti Covid, come indicato sono state presentate cento segnalazioni dopo l'inoculazione del Johnson & Johnson al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) degli Stati Uniti. Nel 95 percento dei casi è stato necessario il ricovero in ospedale mentre uno è stato fatale; l'uomo del Delaware aveva sperimentato anche un ictus e un infarto. Nella maggior parte dei casi la sindrome è stata segnalata da uomini con più di 50 anni. Si è sviluppata entro un mese e mezzo dalla vaccinazione manifestandosi con formicolio a braccia e gambe, vista alterata, difficoltà a parlare, camminare, deglutire e altro. Fortunatamente in quasi tutti i casi si è risolta nel giro di poche settimane; la sindrome di Guillain-Barré può infatti determinare conseguenze permanenti. Se la patologia si aggrava per più di due mesi, tuttavia, come indicato dai Manuali MSD diventa una “polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica”. Poiché si tratta di una condizione rarissima, qualora venisse confermata come effetto collaterale il rapporto rischi benefici resterebbe comunque ampiamente a favore della vaccinazione anti Covid, considerando che la COVID-19 ha già ucciso oltre 4 milioni di persone nel mondo, 128mila delle quali soltanto in Italia.

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