La Commissione sanitaria nazionale cinese (NHC) ha approvato l'uso di un farmaco immunosoppressore e antiinfiammatorio per i pazienti con le complicanze più gravi innescate dalla COVID-19, l'infezione causata dal nuovo coronavirus emerso in Cina (SARS-CoV-2). Si tratta del principio attivo Tocilizumab, prodotto dal colosso farmaceutico svizzero ROCHE e venduto col nome commerciale di Actemra. Come specificato dalla società, il farmaco viene adottato da diversi anni nel trattamento dell'artrite reumatoide, dell'artrite idiopatica giovanile, dell'arterite a cellule giganti e di alcune sindromi immunologiche che scatenano pericolosissime “tempeste di citochine”.

Ma perché le autorità sanitarie cinesi hanno deciso di approvarlo contro la COVID-19? Benché non esistano ancora studi clinici e dati a sostegno dell'efficacia e della sicurezza dell'Acterma nel trattamento dei pazienti colpiti dal nuovo coronavirus, è noto che il principio attivo è in grado di inibire i livelli elevati di Interleuchina 6 (IL-6) determinati da alcune malattie infiammatorie e infezioni. Si tratta di proteine (chiamate citochine) prodotte da macrofagi e linfociti T che stimolano il sistema immunitario a rispondere a determinati eventi, come ad esempio l'infezione scatenata da un patogeno. La risposta immunitaria, tuttavia, può essere talmente violenta e incontrollata da innescare la cosiddetta sindrome da rilascio di citochine, che può precipitare nelle potenzialmente fatali "tempeste di citochine". Poiché alcuni pazienti colpiti da coronavirus sperimentano tali complicazioni, è per questo che la Commissione sanitaria nazionale cinese ha deciso di inserire il Tocilizumab nel trattamento dell'infezione; nello specifico, saranno coinvolti quelli che presentano alti livelli di Interleuchina 6 e danni al livello polmonare, dunque i pazienti più gravi. La speranza che possa essere efficace sono alte, dato che è il farmaco di ROCHE è diventato trattamento d'elezione contro diverse condizioni che determinano le tempeste di citochine (ad esempio i trattamenti con cellule CAR-T)

Il farmaco, come spiegato dalla Reuters, verrà sperimentato in seno a uno studio clinico su 188 pazienti colpiti da COVID-19, che andrà avanti fino al 10 di maggio. ROCHE nel mese di febbraio ha fatto diverse donazioni del farmaco alla Cina proprio per provvedere a questa sperimentazione, che sarà monitorata da un team indipendente affinché ne venga acclarata (o meno) l'efficacia anche nel contrasto al coronavirus. Nel frattempo negli Stati Uniti ricercatori dell’Università del Nebraska hanno avviato la prima sperimentazione clinica quello che viene considerato il farmaco più promettente per la lotta a SARS-CoV-2, chiamato remdesivir. Nato per combattere i mortali virus Ebola e Marburg, in laboratorio ha dimostrato di essere efficace anche contro i coronavirus della SARS e della MERS e della COVID-19 (tutti e tre betacoronavirus). Per questa ragione si spera possa garantire ottimi risultati nel trattamento dei pazienti.