20 Agosto 2021
17:49

Corallo gigantesco scoperto in Australia: “Muga dhambi” è lungo oltre 10 metri e ha più di 400 anni

Durante un progetto di ricerca che ha coinvolto gli abitanti di Orpheus Island, un’isola australiana sita nel Mar dei Coralli, un team di scienziati ha scoperto il più ampio corallo della Grande Barriera Corallina. Chiamato “Muga dhambi”, si estende per oltre 10 metri ed è alto 5,3 metri. Secondo i biologi ha un’età stimata tra 421 e 438 anni, ma è minacciato dalle spugne e dai cambiamenti climatici.
A cura di Andrea Centini
Muga dhambi. Credit: Smith/Scientific Reports
Muga dhambi. Credit: Smith/Scientific Reports

Al largo di Orpheus Island, un'isola australiana nel cuore del Mar dei Coralli, è stato scoperto un corallo gigantesco, il più esteso in assoluto dell'intera Grande Barriera Corallina. La straordinaria colonia di polipi ha infatti un diametro di ben 10,4 metri, mentre l'altezza si attesta a 5,3 metri (che lo rende il sesto corallo più alto della barriera corallina innanzi alle coste del Queensland). Questo magnifico esemplare di Porites è stato scoperto a marzo di quest'anno grazie a un progetto di ricerca che ha coinvolto anche i cittadini di Orpheus Island, il cui nome aborigeno è Goolboddi. Solo adesso ne sono state diffuse le straordinarie caratteristiche. Il popolo che vive su questa splendida isola, i Manbarra, ha deciso di chiamare il maestoso corallo "Muga dhambi", che in lingua aborigena significa proprio grande corallo.

Muga dhambi. Credit: Smith/Scientific Reports
Muga dhambi. Credit: Smith/Scientific Reports

A descrivere la stupefacente madrepora (un corallo duro) in ogni dettaglio sono stati gli scienziati di Reef Ecology e dell'Università John Cook, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di Reef Check Australia, Coral Reef Research e Manbarra Aboriginal Corporation. I ricercatori, coordinati dal professor Adam Smith, hanno determinato che il grande corallo è in buona salute, considerando che il 70 percento della sua superficie è popolata da coralli vivi, mentre alcune sue porzioni sono state occupate da altri organismi. Nel 15 percento si trova la spugna Clionia viridis; nel 14 percento altre rocce coralline e nel restante 1 percento macroalghe del genere Chlorodesmsis. Le spugne rappresentano una delle minacce principali per questo colosso, dato che secondo gli esperti molto probabilmente continueranno a diffondersi e a compromettere la salute della colonia.

Muga dhambi. Credit: Smith/Scientific Reports
Muga dhambi. Credit: Smith/Scientific Reports

Al momento, tuttavia, come indicato il Porites è in buona forma, anche considerando la sua veneranda età e ciò che ha dovuto sopportare per sopravvivere fino ad oggi. Secondo il professor Smith e i colleghi, infatti, Muga dhambi ha un'età stimata compresa tra i 421 e i 438 anni. In questo grande lasso di tempo, le colonie di polipi che generazione dopo generazione hanno costruito l'imponente impalcatura di carbonato di calcio sono sopravvissute a circa 80 violenti cicloni; ad abbassamenti significativi dell'acqua che hanno esposto al sole i delicatissimi organismi; a una qualità dell'acqua sempre peggiore per via del deposito di sedimenti e soprattutto a un centinaio di eventi di sbiancamento. Lo sbiancamento dei coralli è una delle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici, che facendo aumentare la temperatura dell'acqua spingono le alghe simbionti dei coralli (le zooxantelle) ad abbandonarli. Poiché i polipi per nutrirsi dipendono da queste alghe, se queste ultime non tornano l'intera colonia è destinata a morire di fame. Da culla multicolore della biodiversità, il corallo si trasforma in uno scheletro bianco privo di vita. Analizzando nel dettaglio Muga dhambi, gli scienziati hanno osservato delle “bande di stress” a partire dal 1877, proprio in parallelo con i primi effetti del riscaldamento globale causato dall'uomo, a seguito della rivoluzione industriale.

Questo gigante del mare non è solo un prezioso tesoro da preservare, ma anche un monito sull'impatto dell'uomo ai danni del patrimonio naturale. Tutta la Grande Barriera Corallina australiana rischia di estinguersi entro la fine del secolo, se non verranno prese iniziate rapide e concrete per abbattere le emissioni di anidride carbonica e contenere l'aumento delle temperature. Se ciò non avverrà, anche il maestoso Muga dhambi sarà destinato a soccombere a causa nostra. I dettagli della ricerca “Field measurements of a massive Porites coral at Goolboodi (Orpheus Island), Great Barrier Reef” sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

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