Se avete scoperto di essere predisposte al tumore al seno, piuttosto che tagliarvelo – come fece Angelina Jolie – tagliate l'avocado. E' questo l'invito ch'è possibile leggere in diversi tabloid inglesi. Insomma il frutto esotico assieme ad altri alimenti, sarebbe ricco di una sostanza che incrementerebbe il rischio di contrarre un tumore alla mammella. Ad avvalorare questa sentenza diversi studi autorevoli, uno recentemente pubblicato su Nature, peccato che non sia vero. Ad oggi evitare un frutto piuttosto che seguire una dieta, non può garantire la stessa sicurezza di una scelta apparentemente "sbrigativa", come quella adottata dall'attrice americana. Scopriamo perché.

La scelta di Angelina

Quando Angelina Jolie decise di asportarsi il seno (mastectomia totale), ben pochi colsero l'importanza di arrivare ad una decisione simile, considerata la sua particolare vicenda. L'umorismo fuori luogo e le critiche più aspre non tardarono a mancare. In realtà oggi sappiamo che fu una decisione responsabile. Grazie ad un nuovo tipo di test genetico è possibile individuare la presenza di determinati geni che predispongono al cancro al seno. Per la precisione parliamo dei geni Brca1 e 2. Questo genere di analisi sono sempre seguite da un genetista e uno psicologo, in modo tale da garantire il massimo del consenso informato. Due oncologi di spicco le diedero ragione: Umberto Veronesi e Virgilio Sacchini.

Tagliare l'avocado al posto del seno

Certamente la predisposizione genetica non garantisce al 100% l'insorgenza del tumore, ma in questo caso le probabilità erano davvero elevate. Difficile pensare che una determinata dieta o alimento possano fare qualcosa. Così ci sembra un po' sbrigativo invitare le donne a "tagliare l'avocado", piuttosto che il seno. Abbiamo già una certa dimestichezza riguardo alla pericolosità di attribuire proprietà infondate ai cibi.

Cibi "cancerogeni"

Secondo "diversi studi" – che molti tabloid inglesi accennano senza tante possibilità di capirne il contenuto esatto – mangiare avocado (ma anche asparagi e broccoli), aumenterebbe il rischio di contrarre un tumore al seno. Stavolta quindi non parliamo di cibi antitumorali, ma addirittura cancerogeni, perché contengono "folati". Questi spingerebbero il corpo a produrre un composto dannoso. Dal momento che in qualche sito si accenna addirittura ad uno studio pubblicato su Nature, abbiamo fatto una ricerca per parole chiave nel portale della rivista, scoprendo una meta-analisi del 2014. Ovvero, una ricerca che si avvale dello studio di tutta una letteratura scientifica autorevole dedicata al tema. In questo caso riguardava il dibattito sui folati e il loro ruolo nello sviluppo dei tumori. Le conclusioni dello studio non lasciano spazio a dubbi: non solo non si riscontrano prove riguardo ad una loro pericolosità, ma addirittura potrebbero aiutare a prevenire il cancro. I folati assieme all'acido folico sono meglio noti come "vitamina B9", ed è bene distinguerli. L'acido folico infatti è la forma sintetica, presente nei supplementi vitaminici).

L'acido folico e i folati

Scopriamo così l'equivoco: esiste effettivamente uno studio pubblicato su Nature del marzo scorso sugli effetti dell'acido folico, mentre si specifica fin dall'abstract che non ha niente a che fare coi folati. Questa differenza è molto importante, perché l'acido folico è infatti la forma sintetica dei folati. Lo stesso studio in questione non da un esisto definitivo. Si limita a "suggerire" un rapporto "ambiguo" con l'insorgenza dei tumori – posto che la predisposizione genetica è imprescindibile – a seconda di come si assume.