14 Luglio 2021
18:01

Contraccettivo rivoluzionario a base di anticorpi monoclonali immobilizza gli spermatozoi

Un team di ricerca americano guidato da scienziati della Scuola di Medicina dell’Università di Boston (BUSM) ha messo a punto un rivoluzionario contraccettivo sperimentale che aggrega e immobilizza gli spermatozoi. Il farmaco, risultato sicuro in test di laboratorio, si basa su un anticorpo monoclonale che colpisce una proteina presente nello sperma. Avviato uno studio clinico di Fase 1.
A cura di Andrea Centini
Spermatozoi
Spermatozoi

Sviluppato un rivoluzionario contraccettivo sperimentale che fa aggregare e immobilizzare gli spermatozoi. Il farmaco, chiamato Human Contraception Antibody (HCA), ovvero anticorpo contraccettivo umano, si basa su un anticorpo monoclonale che ha dimostrato in test di laboratorio di possedere un significativo potere di immobilizzazione e agglutinazione spermatica. In parole semplici, fa aggregare i singoli spermatozoi e li blocca, impedendo il “nuoto” verso l'ovulo e di conseguenza la fecondazione. Poiché si è dimostrato sicuro nei test condotti in laboratorio, i ricercatori hanno avviato uno studio clinico di Fase 1 con alcune pazienti per verificare l'effettiva efficacia contraccettiva nel mondo reale.

A mettere a punto l'anticorpo monoclonale che colpisce e immobilizza gli spermatozoi è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati della Scuola di Medicina dell'Università di Boston, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi delle società biotecnologiche Mapp Biopharmaceutical, Inc. e ZabBio, Inc. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Deborah J . Anderson, docente presso la Divisione di Medicina dell'ateneo del Massachusetts, hanno realizzato l'anticorpo monoclonale HCA a partire da un anticorpo IgM, estrapolato da una donna infertile. Utilizzando sequenze neutralizzanti (IgG), un agrobatterio e una pianta parente del tabacco (Nicotiana benthamiana), la professoressa Anderson e i colleghi hanno ottenuto un anticorpo monoclonale che colpisce specificatamente una proteina maschile che si trova nello sperma, chiamata CD52g. Come indicato, l'interazione tra l'anticorpo e la proteina determina l'aggregazione e l'immobilizzazione degli spermatozoi in test condotti in vitro (provetta), utilizzando sperma di uomini in salute.

“L'HCA sembra essere adatto per l'uso contraccettivo e potrebbe essere somministrato per via vaginale in un film solubile come metodo di controllo delle nascite controllato dalla donna, nel momento del bisogno”, ha dichiarato la dottoressa Anderson in un comunicato stampa. Applicando questo anticorpo nella vagina prima di un rapporto sessuale, dunque, dovrebbe impedire la fecondazione, come proverà a dimostrare lo studio clinico in corso. Nei test condotti su un modello di tessuto vaginale in coltura (chiamato EpiVaginal™), gli scienziati non hanno osservato infiammazione, pertanto ritengono che l'anticorpo contraccettivo umano sia sicuro per le donne.

Tenendo presenti i potenziali effetti collaterali degli altri contraccettivi – come quelli ormonali -, gli scienziati sono fiduciosi che un simile trattamento potrebbe rappresentare un sistema efficace di controllo delle nascite. Gli autori indicano che circa il 40 percento delle gravidanze non è desiderato e possono avere “effetti negativi significativi sul benessere fisico, mentale ed economico della madre”. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sono ben 270 milioni le donne che hanno “hanno un fabbisogno contraccettivo insoddisfatto”. Speranze sono riposte anche sul “pillolo” per uomo, che tuttavia deve ancora superare il lungo percorso della sperimentazione clinica. Gli esperti sottolineano che solo il preservativo evita le gravidanze indesiderate e protegge contemporaneamente dalle malattie sessualmente trasmissibili; a un prodotto basato sull'HCA, tuttavia, potrebbero essere aggiunti anche anticorpi monoclonali contro i patogeni responsabili delle principali malattie veneree. Un simile metodo, se realmente efficace, potrebbe rivoluzionare la contraccezione. I dettagli della ricerca “Production and characterization of a human antisperm monoclonal antibody against CD52g for topical contraception in women” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica EbioMedicine del circuito The Lancet.

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