Fino a un quarto delle persone contagiate dal coronavirus SARS-CoV-2 potrebbe non mostrare alcun sintomo, e sentirsi dunque in perfetta salute. Nonostante questa condizione, sarebbe comunque in grado di diffondere il virus nell'ambiente, e chi ne resta infettato non è detto che resti asintomatico come il suo “untore”, ma potrebbe sviluppare anche la forma più grave e potenzialmente letale della COVID-19, l'infezione scatenata dal coronavirus. Questa capacità di diffondersi “sotto traccia” sarebbe alla base del rapido scoppio di focolai epidemici praticamente in tutto il globo, a pochi mesi di distanza dal salto di specie compiuto dal patogeno (spillover), che sarebbe avvenuto alla fine di novembre nel mercato di Huanan di Wuhan, città cinese della provincia di Hubei.

A sottolineare che fino a un quarto delle persone contagiate dal coronavirus possa non mostrare sintomi è stato il dottor Robert Redfield, direttore dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie o CDC (Centers for Disease Control and Prevention) americani, uno dei principali organismi di Sanità Pubblica negli Stati Uniti. Un numero così elevato di soggetti asintomatici ma in grado di contagiare gli altri “complica gli sforzi per prevedere il decorso della pandemia e le strategie per mitigarne la diffusione”, ha spiegato il dottor Redfield, che in una intervista alla National Public Radio ha inoltre sottolineato che questo dettaglio potrebbe spiegare la rapidissima diffusione del virus negli Stati Uniti. Del resto, sulla base della mappa interattiva messa a punto dall'Università Johns Hopkins, gli USA sono diventati di gran lunga il primo Paese al mondo per numero di contagi , ben 216.00 (praticamente il doppio dell'Italia e della Spagna) nel momento in cui stiamo scrivendo. Le vittime hanno invece da poco superato le 5mila.

Fino ad oggi i CDC, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e gli altri enti sanitari nazionali, compreso il nostro Ministero della Salute, hanno dichiarato che le mascherine devono essere indossate soltanto dalle persone malate, da chi sospetta di essere tale e da chi assiste un malato (oltre alle categorie professionali, come gli operatori sanitari), ma alla luce delle nuove considerazioni sulla trasmissione dagli asintomatici, è possibile che queste linee guida verranno cambiate drasticamente, come sottolineato dallo stesso Redfield. In altri termini, ben presto l'uso delle mascherine dovrebbe diventare raccomandato per tutti. È anche ciò che sostiene il professor Sui Huang, biologo molecolare e cellulare presso il prestigioso Institute for Systems Biology (ISB) di Seattle, che in un lungo articolo pubblicato su Medium ha sottolineato i vantaggi delle mascherine indossate da tutta la popolazione.

Come sottolineato dal New York Times, benché ancora non si sappia quale sia l'effettiva quota di persone infette ma asintomatiche, alcuni studi e rapporti su pazienti suggeriscono che siano molti. Una ricerca ha evidenziato ad esempio che il 18 percento dei passeggeri della nave da crociera Diamond Princess, uno dei principali focolai epidemici iniziali della COVID-19 ed eccellente modello per studi epidemiologici, non ha sviluppato sintomi. Secondo uno studio condotto da scienziati di Hong Kong questa quota oscillerebbe tra il 20 e il 40 percento di tutti i contagiati, mentre secondo un'altra indagine dell'Imperial College di Londra, per ogni caso ufficiale di persona positiva ce ne sarebbero dai 5 ai 10 non diagnosticati, molti dei quali presumibilmente asintomatici.