Considerato indispensabile da moltissimi per proteggersi dalla calura estiva, il condizionatore d'aria è un macchinario che può nascondere diverse insidie se non viene utilizzato e manutenuto correttamente. I soggetti più a rischio sono bambini, anziani, persone allergiche e chi presenta altre condizioni cliniche, tuttavia anche chi è in perfetta salute può ammalarsi se si espone a un ambiente climatizzato in modo inappropriato. Per farci spiegare quali sono i rischi legati al condizionatore e qual è il modo corretto per utilizzarlo abbiamo contatto il professor Gennaro D'Amato, pneumologo, allergologo e presidente della commissione sulle variazioni climatiche, inquinamento atmosferico e allergologia respiratoria della World Allergy Organization. Lo specialista è anche responsabile del progetto Respiro Italia, nato con l'intento di divulgare il rispetto per la natura e l'aria che respiriamo.

Condizionatore d'aria: a quale temperatura impostarlo

L'aspetto fondamentale nell'uso del climatizzatore, oltre alla regolare manutenzione, risiede nella temperatura di esercizio. Per quanto concerne l'estate il professor D'Amato indica che non si deve scendere sotto i 24-25° centigradi, e considera una vera e propria “follia” impostarlo a 18-20° centigradi come fanno in molti. La differenza tra la temperatura esterna e quella interna, spiega lo specialista napoletano, non deve essere superiore ai 5-6° centigradi, con un picco massimo accettabile di 8° centigradi. Ciò, naturalmente, in condizioni standard. Nelle cosiddette “giornate nere”, quando le temperature massime raggiungono (e talvolta superano) la vertiginosa soglia dei 40° centigradi, si possono fare delle eccezioni. Ma non scendendo mai al di sotto dei 24° centigradi.

Condizionatore di notte: cosa fare

Come impostare di notte il climatizzatore? Il professor D'Amato è stato subito chiaro: nelle ore notturne, se si dispone di zanzariere, è preferibile spegnere il condizionatore d'aria e tenere le finestre aperte, tenendo presente che le temperature sono più basse rispetto al giorno. Qualora non si dovesse proprio sopportare il caldo, allora lo si potrebbe impostare a 25-26° centigradi, ma solo dopo essersi completamente asciugati, in particolar modo se si tratta di bambini e i soggetti allergici. Altrimenti possono insorgere dolori muscolari e patologie respiratorie legate alla refrigerazione.

Allergie, problemi respiratori e uso del condizionatore

L'uso del climatizzatore può essere particolarmente problematico per le persone che soffrono di allergia o hanno altre condizioni respiratorie, per questo il professor D'Amato suggerisce che sarebbe preferibile utilizzare un deumidificatore al posto del climatizzatore. Il naso ostruito, infatti, spinge a respirare attraverso la bocca e non dal principale organo deputato a proteggerci dal refrigerio, riscaldando e umidificando l'aria che inspiriamo. Ciò si traduce in un aumento della tosse, dell'affanno e delle probabilità di sviluppare irritazione e infiammazione nei soggetti allergici. L'aria fredda infatti tende a stimolare i recettori irritativi sia nasali che tracheobranchiali. Lo specialista, che è stato primario per 30 anni all'ospedale Cardarelli di Napoli, indica inoltre che i fumatori che proprio non riescono a fare a meno del loro vizio dovrebbero smettere almeno nel periodo più caldo nell'anno, quando sono in funzione i climatizzatori.

I patogeni che si annidano nel condizionatore

Al di là delle problematiche legate al refrigerio, nel condizionatore d'aria possono annidarsi agenti patogeni in grado di determinare infezioni anche gravi, per questo il professor D'Amato indica che è doveroso procedere a un'accurata e regolare pulizia dei filtri del macchinario. Tra i patogeni citati dallo specialista vi sono batteri, micobatteri e funghi alla stregua dell'aspergillus e del micoplasma, che possono produrre infezioni ai danni dell'apparato respiratorio. Per quanto concerne il batterio responsabile della legionellosi (la legionella) il rischio è legato ai condizionatori di grandi ambienti – come gli hotel – dotati di torre di raffreddamento, dove l'acqua può ristagnare. La nebulizzazione dell'aria contaminata attraverso le bocche di areazione può determinare l'insorgenza della pericolosa infezione; se non trattata per tempo con adeguata terapia antibiotica può essere anche fatale.

Condizionatore d'aria e cambiamenti climatici

Il professor D'Amato, che ha fatto parte commissione del G7 del 2017 volta a valutare l'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute, ha sottolineato che durante l'esercizio i climatizzatori possono produrre molta anidride carbonica (CO2), il principale dei gas serra e catalizzatore dei cambiamenti climatici. Nelle giornate roventi in cui si tengono accesi i condizionatori d'aria i rischi per la salute sono acuiti anche dai picchi di ozono, un inquinante che deriva dalla reazione tra il diossido di azoto prodotto dal traffico, l'ossigeno e i raggi ultravioletti. Questa sostanza è irritante per occhi, naso e bronchi, e può intensificare le problematiche legate all'utilizzo del climatizzatore, in particolar modo nei soggetti allergici.