Per contenere la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2, nei luoghi al chiuso (così come all'aperto, a meno che non ci si trovi soli in un posto totalmente isolato) è obbligatorio indossare la mascherina e mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri. I mezzi di trasporto come le automobili sono equiparati ai luoghi chiusi, e in base alle disposizioni degli ultimi DPCM sono regolati da norme specifiche. Si può occupare completamente un'autovettura solo tra conviventi (in una cinque posti, ad esempio, può viaggiare una famiglia composta da genitori e tre figli), mentre con i non conviventi la disposizione prevede il guidatore davanti e massimo un passeggero per ogni fila di sedili posteriori, che devono sedersi vicino al finestrino opposto all'occupante meno distante. In pratica, ci si dispone a “zig zag” su vetture con tre file. Tutti, naturalmente, devono indossare la mascherina. Nonostante l'adesione a queste precauzioni, nel caso in cui a bordo fosse presente un positivo, il rischio di trasmissione non può essere escluso del tutto. Una nuova ricerca ha determinato in che modo è possibile ridurre ulteriormente questa probabilità, sfruttando i finestrini dell'auto.

A condurre la ricerca, che ha valutato i flussi d'aria all'interno e all'esterno di una vettura con 5 posti che viaggia a 80 chilometri orari, è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati del Centro di Meccanica dei Fluidi dell'Università Brown, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Patologia e Medicina di Laboratorio presso la Scuola di Medicina “Warren Alpert” dell'ateneo di Providence e del Dipartimento di Fisica dell'Università del Massachusetts di Amherst. Gli scienziati, coordinati dal professor Varghese Mathai, hanno messo a punto una simulazione di fluidodinamica in grado di verificare lo spostamento e le concentrazioni degli aerosol (contenenti le minuscole goccioline respiratorie potenzialmente infette) espulse da due persone all'interno di un'auto con due occupanti, il guidatore e il passeggero, quest'ultimo seduto nella fila posteriore e al lato opposto. Lo studio ha rilevato che varie combinazioni di finestrini aperti/chiusi hanno effetti differenti sul rischio di contagio.

“Guidare con i finestrini chiusi e l'aria condizionata o il riscaldamento accesi è sicuramente lo scenario peggiore, secondo le nostre simulazioni al computer”, ha dichiarato in un comunicato stampa il dottor Asimanshu Das della Scuola di Ingegneria dell'Università Brown. Pertanto, anche se stiamo per entrare in inverno, tenere i finestrini abbassati e coprirsi può essere la soluzione più adeguata per ridurre il rischio di contagio. “Lo scenario migliore che abbiamo trovato è avere tutti e quattro i finestrini abbassati, ma anche averne uno o due aperti era molto meglio che averli tutti chiusi”, ha aggiunto il dottor Das. Gli autori dello studio sottolineano che la pressione dell'aria è maggiore nella parte posteriore dell'auto, pertanto l'aria tende a entrare dai finestrini posteriori e uscire da quelli anteriori. A causa di questa situazione, il guidatore avrà sempre un rischio leggermente superiore del passeggero di infettarsi.

Quando sono abbassati soltanto uno o due finestrini, intuitivamente saremmo portati a pensare che abbassare quelli più vicini a ciascun occupante sia la soluzione più efficace, ma come indicato dagli autori della ricerca vanno invece abbassati quelli di lato, perché in questo modo si crea un flusso d'aria che entra dalla parte posteriore dell'auto e esce “lontano” dal guidatore o dall'occupante della seconda fila di un'auto a tre file. Ciò, infatti, riduce in modo significativo lo scambio di aerosol attraverso flussi di aria incrociata. Naturalmente resta fondamentale indossare la mascherina (chirurgica o di comunità) e in ogni caso, ove possibile, viaggiare solo con conviventi. I dettagli della ricerca “Airflows inside passenger cars and implications for airborne disease transmission” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Science Advances.