Con il lancio di circa 12mila piccoli satelliti Elon Musk intende distribuire internet a banda larga e a basso costo su tutta la Terra; il visionario progetto, annunciato in pompa magna nel 2015, oggi prende il via – perlomeno dal punto di vista sperimentale – con l'invio dei primi due dispositivi. I satelliti, chiamati Microsat-2a e Microsat-2b, sono a bordo del razzo lanciatore Falcon 9 che alle 15:17 (ora italiana) di giovedì 22 febbraio decollerà dallo Space Launch Complex 4 East (SLC-4E) presso la Vandenberg Air Force Base in California. Il lancio era previsto per la giornata di mercoledì, tuttavia a causa dei venti forti gli ingegneri hanno deciso di posticiparlo al giorno successivo.

Benché la realizzazione di una simile rete satellitare venga considerata di strategica e fondamentale importanza per SpaceX, tanto che nel 2015 si parlò addirittura di dieci miliardi di dollari in investimenti, il lancio di oggi viene proposto come missione “Paz”, e non missione “Starlink”, il nome in codice dell'ambizioso progetto di Musk. Paz non è altro che il nome del satellite del governo spagnolo che verrà lanciato dal Falcon 9, un dispositivo in grado di generare immagini con una risoluzione di 25 centimetri e che verrà sfruttato per seguire il traffico navale negli oceani. I due piccoli satelliti sono quasi un “carico nascosto” del razzo; oltre che in fase sperimentale, del resto, la missione Starlink deve essere ancora ufficialmente approvata.

Il principale ostacolo è rappresentato proprio dalla licenza della Federal Communications Commission, che ha appena approvato il lancio dei due dispositivi. Un conto, infatti, sono due microsatelliti, altra storia è uno sciame di quasi 12mila. Sono più del doppio dei satelliti artificiali lanciati fino ad oggi nel corso dell'intera storia, a partire dal celeberrimo Sputnik 1.

Il tema dei pericoli legati alla spazzatura spaziale è sempre più pressante – basti pensare alla Stazione Spaziale Cinese Tiangong-1 che sta per ricaderci sulla testa – e non è detto che gli enti preposti accontenteranno le ambizioni imprenditoriali di Musk. Va inoltre considerato che 4.200 di questi satelliti (tutti interconnessi) sarebbero rilasciati a un'altezza di circa 1.300 chilometri, mentre altri 7.500 in orbite ancora più basse. Sono valori bel al di sotto delle orbite standard per i satelliti tradizionali. Insomma, il celato lancio di Microsat-2a e Microsat-2b potrebbe effettivamente non aprire le porte al sogno di Musk, per niente pago dopo il lancio di successo del Falcon Heavy e della sua Tesla Roadster nello spazio.

[Credit: SpaceX]