Invertire la rotta si può, ma intanto l'inquinamento minaccia il pianeta. Da tempo la riduzione dei gas serra è un tema prioritario della politica internazionale, che nel 1997 ha prodotto il Protocollo di Kyoto sul riscaldamento globale e di recente, nel 2015, l'Accordo di Parigi sulla riduzione dei cambiamenti climatici. Un impegno politico a cui si affianca quello di società e cittadini, impegnati di fatto a salvare il pianeta. Ad inquinamento atmosferico, idrico e sul luogo di lavoro sono stati collegati, nel 2015, nove milioni di decessi; mentre, secondo dati resi noti dalla Federazione italiana medici pediatri, l'inquinamento è causa di un bambino malato su tre.

Eppure soluzioni che possono dare pace alla nostra Terra – e a noi stessi – ce ne sono. Scienziati, inventori e attori della green economy sono impegnati quotidianamente in invenzioni che possano ridurre le emissioni di gas nell'atmosfera, abbassare i consumi o rendere riciclabili materiali che, viceversa, si accatastano in discariche sempre più estese. Di seguito segnaliamo i settori di intervento che riteniamo più interessanti.

Ridurre il particolato con il riscaldamento giusto

Contrariamente a quanto si crede, la principale causa di inquinamento da particolato PM10 non è l'automobile, ma sono i gas degli impianti di riscaldamento. È a questi che si deve la liberazione nell'aria del 43% del particolato primario urbano. Solo a seguire, troviamo tra le principali fonti di PM10, nell'ordine, l'industria e i trasporti su strada. Con una discriminante non di poco conto: mentre l'inquinamento da industria e mobilità si riduce, quello da impianto di riscaldamento continua ad aumentare. Ebbene, per contrastare questa tendenza il mondo potrebbe aver bisogno dell'Italia, perché è proprio qui che è stata creata TINA, una pompa di calore prodotta da TEON e unica nel suo genere.

L'unicità di questa soluzione è data dalla possibilità di applicarla sin da subito nei condomini, senza necessità di "rivoluzionare" le case. TINA, infatti, è compatibile con i termosifoni tradizionali, a differenza delle pompe di calore classiche. Mentre i radiatori domestici necessitano di una temperatura di almeno 80° C, le pompe tradizionali arrivano solo a 55°e impongono quindi la sostituzione degli impianti. Invece TINA, frutto di un progetto pluriennale di ricerca applicato condotto nell’Area Science Park di Trieste, porta l'acqua alla giusta temperatura, mantenendo in uso tubazioni e termosifoni già presenti in casa. TINA "estrae" calore dall'acqua di prima falda, che scorre al di sotto degli edifici, e lo porta nelle case utilizzando energia elettrica solo in minima parte (30%). Il tutto usando refrigeranti naturali.

Il beneficio per l'ambiente e per noi sarebbe immediato. Basta un esempio per evidenziare i vantaggi di TINA: dal 15 ottobre al 15 aprile le caldaie di Milano producono 12,7 tonnellate di PM10, oltre 188mila tonnellate di anidride carbonica, 250 tonnellate di anidride solforosa e 150 tonnellate di NOx. La sostituzione solo della metà delle caldaie della città meneghina con le pompe di calore TINA implica il dimezzamento delle emissioni sopra indicate, non producendone nessuna in città. In una metropoli del genere, in cui la domanda di energia viene ridotta grazie a TINA, la sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili diventa una strada realmente percorribile. Aria più pulita, dunque, ma anche bolletta elettrica molto più leggera.

Componentistica per computer e cellulari

La crescita esponenziale della miniaturizzazione e il suo uso anche nei prodotti di largo consumo, quali sono diventati computer e smartphone, sta alimentando la massa crescete di RAEE, i Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche caratterizzati dalla problematica presenza di materie tossiche e dalla scarsa biodegradabilità. Una soluzione potrebbe arrivare dai chip biodegradabili sviluppati dall'Università del Wisconsin-Madison, fatti di nanofibrille di cellulosa e resina epossidica. Ad invenzioni simili se ne possono associare altri, ad esempio il distributore automatico di soldi che raccoglie cellulari o i dispositivi quali mouse e tastiere in legno.

Illuminazione e arredo pubblico

Già utilizzate in diversi luoghi del mondo, le smart highway hanno il merito di rendere le strade più belle e sicure. L'asfalto fatto di pietre che raccolgono energia solare di giorno e restituiscono una discreta luce di notte è usato, ad esempio, per la "Notte stellata" di Eindhoven. Uno spettacolo incantevole e, non a caso, un omaggio a Van Gogh, ma non solo. In generale le invenzioni finalizzate a migliorare l'illuminazione sulle strade pubbliche, tendono anche a renderle più belle ed energeticamente più sostenibili. In tal senso l'illuminazione diventa smart, fatta di led, capace di "dialogare" attraverso wi-fi con i dispositivi mobili, di leggere i dati e attivarsi in maniera intelligente.

Il cemento mangia-smog

I costruttori volevano semplicemente un cemento che fosse capace di mantenere la brillantezza iniziale, dato che i palazzi, sottoposti ad intemperie ed inquinamento, mutano facilmente il colore su tonalità più scure. Quello che ne è uscito è il cemento del professor Luigi Cassar, che si auto-pulisce grazie ad un processo ossidativo che porta alla decomposizione delle sostanze organiche e consente di tornare al bianco iniziale.

Le auto del futuro

Il settore automobilistico rappresenta una delle frontiere più all'avanguardia dell'innovazione, sebbene modificare la maggioranza del parco auto circolante sia sempre difficile e richieda un impegno di lunga durata, capace di coinvolgere più attori (produttori, istituzioni e società nel settore delle infrastrutture). L'auto elettrica si sta diffondendo sempre di più, sia con i suoi prodotti di punta, ma, soprattutto, con i modelli più economici, perché "leggeri" o ibridi. Il tutto potrebbe avviare ed accrescere quell'economia di scala tanto attesa dal settore, capace di modificare radicalmente il panorama automobilistico. All'auto elettrica si accompagnano altri progetti. Oltre alle auto ad energia solare, per ora prodotte soprattutto come prototipi futuristici, bisogna ricordare la tecnologia delle celle a combustibile alimentate a idrogeno, già usata su modelli in commercio… sebbene per ora queste auto siano molto costose e rivolte ad un pubblico di nicchia.