6 Luglio 2016
13:53

Cinque bufale sulla clonazione che placheranno la vostra paura

Prima ancora che venisse clonato il primo animale le bufale sulla clonazione non cessano di circolare, soprattutto riguardo a dinosauri ed esseri umani.
A cura di Juanne Pili
Il primo animale clonato con successo, la pecora Dolly. Ricorrono i vent’anni dall’evento, avvenuto il 5 luglio 1996.
Il primo animale clonato con successo, la pecora Dolly. Ricorrono i vent’anni dall’evento, avvenuto il 5 luglio 1996.

Vent’anni fa veniva clonata la pecora Dolly. Qualcuno in Rete commenta che l’animale non può aver compiuto vent’anni in quanto è morta prima. Divertente, ma si tratta di freddure inconsapevoli. Commentare senza leggere e condividere a prescindere, sommati alla paura della clonazione – specialmente quella umana – contribuiscono notevolmente alla diffusione di bufale sul tema.

1. Dolly è morta di vecchiaia precoce?

La precoce morte di Dolly è la principale risposta alla domanda: perché non cloniamo anche gli esseri umani?

Come avviene la clonazione. Dalla cellula staminale (quindi non ancora specializzata) di un individuo adulto si ricava il nucleo da impiantare nell’ovulo della futura madre. Il processo che porterà allo sviluppo embrionale viene innescato con stimolazioni elettriche. Successivi esperimenti su animali clonati hanno messo in luce una non corretta ricombinazione del nucleo. Questo si deve al Dna mitocondriale presente nell’ovulo. In sostanza, per qualche ragione ancora da chiarire su dieci bovini clonati sette non presentavano una sensibile preponderanza del Dna mitocondriale. Questo potrebbe essere la causa di patologie spesso riscontrate nei cloni.

Nascere vecchi. Oltre a questo vi è il problema dell’invecchiamento precoce, dovuto al fatto che se invecchiamo è perché Dna delle nostre cellule non può conservarsi perfettamente dopo una lunga serie di moltiplicazioni cellulari. Tutta colpa dei telomeri, la parte terminale dei cromosomi, i quali si accorciano man mano che avvengono le duplicazioni cellulari. Non era quindi infondato aspettarsi che Dolly morisse di vecchiaia precoce. Effettivamente è stata riscontrata nell’animale una forma precoce di artrite. Sicuramente la pecora è nata con un’età genetica di sei anni, non di meno morì di una grave patologia polmonare, il 14 febbraio 2003. Ufficialmente aveva già sette anni di età, che sommati ai sei “genetici” rientrerebbero nella normale aspettativa di vita di una pecora, ma si tratterebbe solo di meri giochi statistici.

2. Clonare i Raeliani?

Non ci interessa sapere se sia teoricamente possibile, né se possa essere ritenuta una iniziativa utile, tuttavia secondo la setta ufologica fondata dal giornalista Claude Vorilhon questo non solo è possibile, ma sarebbero già riusciti a farlo. Secondo il Movimento raeliano – di fatto una setta religiosa – alcuni extraterrestri dotati di tecnologie avanzate, chiamati Elohim, avrebbero creato la vita sulla Terra mediante ingegneria genetica. In un certo senso i Raeliani qualcosa l’hanno clonato sul serio, infatti il loro annuncio è pressoché identico a quello redatto nel 1978 da degli pseudo-scienziati americani, come verificato dal Washington Post.

Tecnologia aliena non identificata. Sostennero successivamente  di aver creato una bimba – chiamata Eva – attraverso la tecnologia della clonazione. Da allora i Raeliani continuano a pubblicare libri riguardo i loro successi nel campo della clonazione umana. Come ci riescano esattamente non è dato sapere. C’entrerebbero senz’altro gli alieni, il che rende questa bufala molto suggestiva.

3. Clonare animali preistorici

A questo punto sarebbe ragionevole chiederci come mai non si tenti di realizzare il sogno ben rappresentato nei libri e nei film di Jurassic Park. Il problema non sta solo nel fatto che un animale preistorico non sarebbe in grado di sopravvivere fuori da habitat preistorici. Abbiamo già visto quali problemi abbiamo oggi nel praticare la clonazione, stando alle barriere che il Dna stesso ci innalza davanti.

Dna di dinosauro intatto. Come trovare la materia prima per clonare un dinorauro? L’idea fantascientifica di Michael Crichton è tanto suggestiva quanto inapplicabile, come spiegavamo già in un articolo precedente. In sostanza è impossibile poter ricavare Dna vecchio di oltre i diecimila anni. Qualcuno in Rete sostiene che la clonazione di un dinosauro sia già avvenuta. Peccato che i canguri, oltre a essere dei mammiferi, sono tutt’ora vivi e vegeti. C’è chi come Jack Horner sostiene la possibilità di poter creare dei dinosauri manipolando il genoma degli uccelli – loro principali parenti – infatti una discussione a parte sarebbe d’obbligo sul modo in cui si sono estinti. Malgrado esperimenti suggestivi, effettuando la manipolazione genetica di embrioni, restiamo sempre nell’ambito del teoricamente possibile. C’è anche chi – come una collaboratrice di Horner, Mary Schweitzer – sostiene di aver trovato tracce ematiche dal fossile di un T-rex. Molto probabilmente quel che la giovane ricercatrice crede di aver visto è una mera contaminazione batterica.

Dna di Mammut. Nel 2012 lo scienziato coreano Hwang Woo-suk si lanciò, in collaborazione con la neonata Università siberiana, nell’impresa di clonare un Mammut partendo da materiale genetico recuperato da un esemplare mummificato. Il problema è che di tutto questo non si sa più niente. Hwang aveva già fatto parlare di sé nel 2004 a proposito di un progetto per clonare gli esseri umani. Nonostante abbia una preparazione veterinaria riesce anche a farsi pubblicare un articolo su Science. Questo però verrà aggiornato l’anno successivo, con correzioni e chiarimenti. A seguito di inchieste giornalistiche e indagini universitarie, saltano fuori diverse manipolazioni da parte di Hwang dei dati raccolti e vere e proprie infrazioni legali, nel 2014 viene indagato per truffa.

4. Clonazione umana

Fecero scalpore gli annunci del ginecologo Severino Antinori a proposito del suo intento di realizzare la prima clonazione umana, accendendo non poche discussioni bioetiche, compresa quella riguardo l’uso di embrioni ai fini della ricerca. Così avrebbe dichiarato nel 2009 sul settimanale “Oggi”:

Ho contribuito a far nascere con la tecnica della clonazione umana per fini riproduttivi tre bambini. Sono due maschietti e una femminuccia che oggi hanno 9 anni. Sono nati sanissimi e attualmente godono di ottima salute.

Tali clonazioni sarebbero avvenute in non meglio precisati paesi dell’Europa orientale. Di più non ci è dato sapere.

5. Ibridi paraumani

Dalla clonazione umana alla creazione di ibridi paraumani (metà umani e metà animali) il passo è breve. Di queste bufale, che si avvalgono spesso della cattiva interpretazione di immagini decontestualizzate, ci eravamo già occupati riguardo al caso di Hurrila, il presunto ibrido umano-gorilla.  Se per una classica clonazione su esseri umani continua ad esserci un margine di plausibilità, per quanto riguarda la creazione di paraumani si penetra ulteriormente nella fantascienza.

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