Credit: Università di Berkley
in foto: Credit: Università di Berkley

Un cimitero di massa formatosi subito dopo l'impatto dell'asteroide che fece estinguere i dinosauri non aviani è stato scoperto a Tanis nel Nord Dakota, negli Stati Uniti, nella celebre formazione di Hell Creek. Si tratta del deposito di fossili più significativo al mondo relativo all'estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene (o evento K-T) avvenuta 66 milioni di anni fa, ed è una "diapositiva" che ha riportato alla luce il dramma vissuto da quelle creature uccise tutte nello stesso istante, circa 10 minuti dopo l'impatto del colossale sasso spaziale di 10-12 chilometri.

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Strage di animali. Nel deposito fossile, individuato nel 2013 dal paleontologo Robert DePalma dell'Università del Kansas, gli scienziati hanno trovato ammassi di storioni, pesci spatola, mosasauri (giganteschi rettili marini estinti), ammoniti, lo scheletro parziale di un triceratopo, tronchi fossilizzati, microorganismi chiamati dinoflagellati, insetti, mammiferi preistorici e altre creature che furono spazzate via nello stesso momento. Il sito, che 66 milioni di anni fa ospitava un mare interno, si trovava a circa 3mila chilometri di distanza dal luogo dell'impatto dell'asteroide Chicxulub, dal nome dell'attuale paesino nella penisola dello Yucatan dove si trova il centro del cratere.

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Onde di sessa. A colpire gli animali della formazione di Hell Creek non fu l'onda di tsunami generata direttamente dall'impatto (avrebbe infatti impiegato diverse ore per raggiungerli), ma le onde di sessa originatesi nel bacino, scaturite da sismi di magnitudine 10-11 innescati dall'evento apocalittico. Le onde di sessa sono quelle che i terremoti innescano nei corpi d'acqua chiusi, come una vasca da bagno ma anche laghi e mari.

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Catastrofe. Le onde di sessa sollevarono un muro d'acqua di 10 metri che fece ammassare migliaia di esseri viventi alla foce del fiume collegato al bacino, invertendone il flusso. Mentre l'acqua della prima ondata si ritirava, gli animali furono bersagliati da minuscole sferule di vetro (le tektiti) piovute dal cielo come proiettili incandescenti a 300 chilometri orari. Erano il risultato dell'impatto dell'asteroide, che fece sciogliere la roccia sul fondo marino e proiettò nell'alta atmosfera tonnellate di polveri e detriti, in grado di oscurare il Sole per anni. Le perle di vetro di pochi millimetri generate dall'apocalisse ricadendo sulla Terra appiccarono incendi ovunque, un processo che contribuì a far estinguere il 75 percento della fauna terrestre dell'epoca.

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Sito eccezionale. Circa dieci minuti dopo la prima ondata, una seconda composta da sabbia e detriti seppellì gli animali della formazione Hell Creek, “sigillandoli” per sempre in un deposito di un paio di metri, che diede vita al cimitero fossile scoperto da DePalma e colleghi. Il sito fu infine ricoperto da uno strato di iridio, un elemento povero sulla Terra ma abbondante sugli asteroidi. Fu proprio la scoperta di una linea nera di iridio risalente a 66 milioni di anni fa a far nascere la teoria dell'estinzione dei dinosauri causata dall'asteroide.

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Curiosamente questa linea fu trovata proprio in Italia, a Gubbio, dal ricercatore Walter Alvarez e da suo padre Luis (premio Nobel per la Fisica) mentre si trovavano nel nostro Paese. Il primo dei due è stato coinvolto da DePalma nel nuovo studio. I dettagli della ricerca, anticipati sul sito dell'Università di Berkley, saranno presto pubblicati sull'autorevole rivista scientifica PNAS.