Una delle stelle scomparse. Credit: Villarroel et al.
in foto: Una delle stelle scomparse. Credit: Villarroel et al.

Dagli anni '50 del secolo scorso ad oggi sono misteriosamente sparite dal cielo un centinaio di stelle, senza lasciare tracce o indizi che possano suggerire quale sia stato il loro destino. Tra le ipotesi sul tavolo, oltre a fenomeni astrofisici rarissimi o ancora non noti agli scienziati, in grado di “cancellare” la luce di una stella, vi è anche quella – remota – dell'intervento di una civiltà aliena, che potrebbe aver prodotto artificialmente il "puntino luminoso" (scambiato per un astro) oppure aver oscurato/prosciugato la stella con tecnologia avanzatissima al fine di ottenere energia.

A determinare la scomparsa delle cento stelle dal firmamento è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Stoccolma e dell'Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Informatica presso l'Università di Uppsala (Svezia), dell'Università di Oulu (Finlandia), del Dipartimento di Fisica e Astronomia presso l'Università Texas A&M (Stati Uniti) e di numerosi altri istituti sparsi per il mondo. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Beatriz Villarroel, hanno intercettato le cento stelle mancanti incrociando i dati raccolti negli anni '50 e inclusi nello US Naval Observatory Catalog (USNO) con quelli più recenti del sistema Pan-STARR dell'Università delle Hawaii. Sono stati ben 600 milioni gli oggetti messi a confronto.

Incrociando i dati sono state individuate 150mila possibili stelle mancanti, un dato che è stato man mano scremato sulla base di vari fattori. Ad esempio, sono state rimosse le immagini con potenziali artefatti che potevano dare adito a falsi positivi, inoltre sono state eliminate tutte quelle stelle che sembravano essersi spostate troppo dal luogo in cui furono individuate inizialmente. Alla fine Villarroel e colleghi sono arrivati a 100 stelle la cui assenza risulta inspiegabile. Normalmente, infatti, quando una stella “muore” può dar vita a una brillante esplosione stellare, una supernova, oppure trasformarsi in un oggetto meno luminoso come un nana bianca; in altri casi la stella può semplicemente spostarsi da un'altra parte, dove ovviamente è ancora rilevabile. Nel caso delle cento stelle, tuttavia, non ci sono indizi utili a spiegarne la scomparsa. Che cosa potrebbe essere successo?

Una delle ipotesi più affascinanti è la cosiddetta “supernova fallita”, un meccanismo che trasforma una stella morente in un buco nero senza passare per un'esplosione stellare. Sebbene teoricamente possibile, è improbabile che tale processo abbia interessato tutte e cento le stelle mancanti. Un'altra spiegazione potrebbe essere una luminosità “intermittente”, con l'astro che alterna periodi di grande luminosità ad altri di oscuramento. Alcune stelle, inoltre, potrebbero essersi semplicemente spostate più lontano rispetto al nostro punto di vista, e dunque non essere più rilevabili da telescopi con una specifica sensibilità.

Come specificato, gli scienziati ritengono possibile il coinvolgimento di fenomeni astrofisici estremi non ancora identificati, ma non escludono al 100% la mano aliena, benché si sottolinei che ad oggi non c'è alcun indizio al riguardo. “Siamo chiari sul fatto che nessuno di questi eventi ha mostrato segni diretti di avere un'origine ETI (extra-terrestrial intelligence). Crediamo che siano fonti astrofisiche naturali, seppure un po' estreme”, ha dichiarato il coautore dello studio Martin López Corredoira. Nel caso in cui fossero davvero coinvolte civiltà aliene, il fenomeno delle stelle mancanti potrebbe essere spiegato con segnali laser emessi per comunicare con lo spazio profondo; i punti luminosi osservati in passato e poi spariti potrebbero essere dunque segnali prodotti artificialmente. Le civiltà aliene, inoltre, potrebbero aver costruito gigantesche sfere di Dyson attorno alle stelle per prosciugarle della loro energia, un'ipotesi già formulata per la celebre stella di Tabby ma smentita da successive osservazioni. I dettagli della ricerca sulle stelle sparite, che in futuro potrebbe presto avvalersi del supporto degli scienziati-cittadini, sono state pubblicate sulla rivista scientifica specializzata Astronomical Journal.