Scoperto un ‘asilo nido' di baby squali bianchi tra Long Island e il New Jersey (Stati Uniti) grazie a rilevamenti satellitari e tecnologie acustiche, che hanno permesso di svelare nel dettaglio anche le migrazioni dei piccoli predatori. Sono i risultati di un'affascinante ricerca condotta dai biologi marini dell'Istituto Oceanografico Harbour Branch presso l'Università Florida Atlantic, del Servizio nazionale della pesca marittima, del NOAA e di OCEARCH, che volevano indagare più a fondo sulle popolazioni di questi pesci nell'Oceano Atlantico settentrionale.

Lo studio, coordinato dal professor Matt Ajemian, è stato avviato in seguito ai numerosi avvistamenti di squali bianchi (Carcharodon carcharias) alla New York Bight, un'area marina tra Long Island e le coste dello Stato del New Jersey. In questo luogo Ajemian e colleghi negli ultimi anni hanno osservato numerosi piccoli, tuttavia per dimostrare che si trattasse di un vero ‘asilo nido' per squali bianchi le osservazioni del luogo dovevano soddisfare tre criteri. Il primo prevede che i piccoli squali si trovino in quest'area più spesso che in altre aree; il secondo che visitino quest'area per più anni di seguito e il terzo che vi restino per periodi prolungati. I biologi marini hanno potuto confermare i primi due, ma per il terzo era necessaria un'indagine approfondita con tecnologia ad hoc.

Gli studiosi hanno così deciso di catturare dieci piccoli squali con dimensioni comprese tra i 138 e i 166 centimetri, ai quali hanno applicato un tag satellitare in grado di monitorare i loro spostamenti. Dalle osservazioni è stato confermato che New York Bight è un vero e proprio ‘asilo nido', dato che i piccoli si soffermano in quest'area dall'estate all'autunno. La ragione risiede nel fatto che in queste acque superficiali i giovani squali possono proteggersi dagli attacchi degli squali più grandi. Nell'autunno avanzato tutti i piccoli si sono spostati verso sud, nelle acque della Carolina del Nord e della Carolina del Sud, dove hanno atteso sino alla primavera successiva per poi fare ritorno al proprio asilo nido. Recentemente ne è stato scoperto uno anche per mante, nel cuore del Golfo del Messico.

Conoscere i luoghi di aggregazione dei giovani e le rotte migratorie può aiutare gli scienziati a proteggere lo squalo bianco dalle minacce che rischiano di portarlo all'estinzione, rappresentate principalmente dalle attività dell'uomo. I piccoli, infatti, spesso vengono catturati dalle reti da traino e da posta, ma anche da pescatori con le canne. Questi eventi riducono sensibilmente il numero di squali bianchi che raggiunge l'età adulta, predatori all'apice della catena alimentare fondamentali per mantenere il corretto equilibrio biologico dell'habitat marino. I sensori acustici piazzati dagli scienziati continueranno a monitorare le aree individuate per circa dieci anni, e forniranno così preziosissimi dati sulla conservazione della specie. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Reports.

[Credit: R. Snow/OCEARCH]