20 Maggio 2021
16:45

Cannabis per trattare l’emicrania: avviato il primo studio per dimostrarne l’efficacia

Gli scienziati della Scuola di Medicina dell’Università di San Diego hanno avviato il primo studio clinico in doppio cieco e randomizzato con placebo per determinare se la cannabis possa trattare l’emicrania. La ricerca, che coinvolgerà un centinaio di volontari, si baserà sia sul THC che sul CBD, somministrati per inalazione.
A cura di Andrea Centini

I principi attivi contenuti nella cannabis vengono utilizzati da millenni per scopi terapeutici, tuttavia, da quando è stata classificata come sostanza stupefacente nel secolo scorso, la ricerca scientifica sui potenziali benefici ha subito un certo contraccolpo. Solo negli ultimi anni sono stati avviati studi più approfonditi, molti dei quali non sono comunque considerati esaustivi, concludenti o soddisfacenti. Dal punto di vista terapeutico la cannabis ricopre un ruolo significativo nelle cure palliative, ad esempio grazie agli effetti analgesici ed antiemetici, ma le vengono riconosciuti anche effetti ipotensivi, stimolanti, broncodilatatori e altri ancora. Ora, per la prima volta, sta per essere avviato uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, per determinare se i più importanti principi attivi della cannabis (il CBD e il THC) possono trattare l'emicrania.

Ad organizzare la sperimentazione un team di ricerca dell'Università della California di San Diego guidato dal professor Nathaniel Schuster, specialista nella gestione del dolore, neurologo del mal di testa e ricercatore presso il Center for Medicinal Cannabis Research dell'ateneo statunitense. Gli scienziati intendono arruolare un centinaio di partecipanti affetti dalla diffusa forma di mal di testa, che saranno indirizzati verso quattro tipologie di trattamenti differenti – tutti somministrati con un vaporizzatore – per trattare gli attacchi di emicrania. Il primo gruppo assumerà per inalazione il delta-9-tetraidrocannabinolo o THC; il secondo gruppo il cannabidiolo o CBD; il terzo gruppo una combinazione dei due principi attivi; e il quarto gruppo un placebo. L'obiettivo è determinare l'efficacia e mettere a punto una potenziale nuova terapia.

“La cannabis vaporizzata può essere più efficace per quei pazienti che hanno nausea o problemi gastrointestinali associate alle loro emicranie”, ha dichiarato in un comunicato stampa il professor Schuster, docente presso il Dipartimento di Anestesiologia della Scuola di Medicina dell'Università di San Diego. “Molti pazienti che soffrono di emicrania hanno sperimentato attacchi per molti anni ma non ne hanno mai discusso con i propri medici. Piuttosto, si auto-trattano con vari trattamenti, come la cannabis. In questo momento, quando i pazienti ci chiedono se la cannabis funziona per l'emicrania, non abbiamo dati basati sull'evidenza per rispondere a questa domanda”, ha affermato lo scienziato, sottolineando l'importanza di studi come quello avviato.

Per poter partecipare i volontari devono soffrire di emicrania ogni mese e avere un'età compresa tra i 21 e i 65 anni. Nella prima fase della ricerca sono stati selezionati venti partecipanti, fra i quali la giovane madre Allison Knigge, che soffre di emicrania sin dalle elementari. “Descriverei le mie emicranie come un dolore lancinante. Mi sento come se il mio cervello fosse schiacciato. Provoca un'estrema sensibilità alla luce e al suono e una nausea orribile. Ci sono state volte in cui ho sperimentato un livello di dolore di 6 o superiore per circa 25 giorni al mese. Hanno un impatto sulla qualità della mia vita”, ha sottolineato la giovane, che si augura possa emergere una terapia efficace da questo studio. Lo scorso anno una piccola indagine determinò che quasi il 90 percento delle persone che hanno usato la cannabis per provare a trattare la propria emicrania hanno osservato un miglioramento, ma serve l'evidenza scientifica di uno studio clinico approfondito per averne la conferma. I dettagli dello studio “Efficacy of Inhaled Cannabis for Acute Migraine Treatment” sono disponibili su clinicaltrial.gov.

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