Cellule della pelle sono state trasformate per la prima volta in “sentinelle” anti-cancro, in grado di identificare le cellule malate e metterle nel mirino del linfociti T del sistema immunitario, che possono così colpirle e distruggerle. L'eccezionale risultato scientifico, che potrebbe far compiere un balzo in avanti enorme all'immunoterapia oncologica, è stato raggiunto da un team di ricerca internazionale guidato da studiosi del Lund Stem Cell Center dell'Università di Lund, Svezia, che hanno collaborato con i colleghi dell'Università di Coimbra (Portogallo), del Skolkovo Institute of Science and Technology (Russia) e del The Francis Crick Institute di Londra.

Gli scienziati, coordinati dal professor Carlos-Filipe Pereira, docente presso l'ateneo svedese, hanno prelevato cellule da topi e da tessuto epidermico umano, e attraverso una tecnica chiamata “riprogrammazione diretta” le hanno trasformate in cellule dendritiche. Queste cellule, in parole semplici, riescono a “fiutare” e catturare gli antigeni delle particelle estranee che entrano a contatto con nostro organismo, come quelli di virus, batteri e cellule cancerose. Una volta inglobati, li presentano alle cellule T del sistema immunitario, che possono così iniziare a dar la caccia agli invasori con estrema precisione. Purtroppo il cancro può essere in grado di modificare il comportamento delle cellule dendritiche e renderle disfunzionali, dunque incapaci di attivare il processo di difesa. Proprio per questo aver trovato un modo per produrre milioni di cellule dendritiche partendo da semplici cellule epidermiche potrebbe rivoluzionare l'immunoterapia.

“Da una sezione di tessuto prelevata dalla pelle, possiamo coltivare milioni di cellule e riprogrammarle in cellule dendritiche in un processo che richiede solo nove giorni”, ha dichiarato il professor Pereira, che assieme ai colleghi ha individuato tre proteine (PU.1, IRF8 e BATF3) da modificare per ottenere la trasformazione. “Le cellule riprogrammate hanno la capacità di catturare e presentare efficacemente antigeni alle cellule killer allo stesso modo delle cellule dendritiche”, ha aggiunto lo studioso. L'obiettivo degli scienziati è presentare alle cellule riprogrammate (ottenute dalla pelle del paziente) l'antigene delle cellule cancerose in una provetta, “addestrarle” a riconoscerle e poi iniettarle di nuovo, al fine di scatenare il sistema immunitario contro il cancro. La tecnica sarebbe favorita anche dal fatto che si tratterebbe di cellule dello stesso paziente, dunque verrebbe scongiurato anche il rischio di rigetto. La scoperta potrebbe portare a una terapia genica rivoluzionaria basata sull'iniezione delle tre proteine nel tessuto canceroso, costringerlo a manifestare l'antigene e di conseguenza a favorire l'aggressione del sistema immunitario. Proprio in questi giorni il premio Nobel per la Fisiologia o Medicina 2018 Tasuku Honjo ha annunciato che l'immunoterapia oncologica sarà in grado di combattere ogni tipo di cancro entro il 2050. I dettagli della promettente ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Science Immunology.