L'immunoterapia oncologica potrà trattare tutte le tipologie di cancro entro il 2050, e anche se la malattia non verrà eradicata, potremo bloccarla ogni volta che essa si manifesterà e dunque sopravvivere. Lo ha dichiarato a Stoccolma il Nobel per la Fisiologia o Medicina 2018 Tasuku Honjo, che ha conquistato l'ambitissimo riconoscimento assieme al collega americano James Patrick Allison, proprio per il pionieristico lavoro condotto sull'immunoterapia contro i tumori.

L'immunologo giapponese, docente presso l'Università di Kyoto, all'inizio degli anni '90 individuò la proteina PD-1, un recettore che impedisce ai linfociti T (cellule T) del sistema immunitario di riconoscere le cellule cancerose; Allison, direttore del Cancer Research Laboratory dell'Università della California di Berkeley e del Ludwig Center for Cancer Immunotherapy, in un lavoro indipendente condotto nel medesimo periodo scoprì invece la proteina CTLA-4, anch'essa in grado di inibire l'azione delle cellule T del sistema immunitario contro il cancro. Oggi i farmaci immunoterapici che agiscono sulle due molecole e "risvegliano" il sistema immunitario contro le cellule malate rappresentano una nuova frontiera nel trattamento del melanoma (il più diffuso e letale cancro della pelle) e del cancro al polmone, ed è proprio per questo che i due sono stati insigniti del Nobel lo scorso 1° Ottobre.

Allison e Honjo si erano già incontrati una volta circa 40 anni fa in Texas; la collaborazione proposta dal giapponese sfumò, ma i due scienziati hanno comunque portato avanti lavori indipendenti che hanno gettato le basi per rivoluzionare la lotto contro il cancro. Durante una conferenza stampa congiunta tenuta al Karolinska Institute, organizzata prima di ricevere il premio dall'Accademia di Svezia, Honjo e Allison hanno detto di essere convinti che “il potere immunitario possa rappresentare la chiave per combattere il cancro”. Alcuni tumori del resto sono già curabili, hanno sottolineato, aggiungendo che entro 30 anni molto probabilmente lo saranno tutti, ogni qual volta la malattia si manifesterà. Perché il cancro non può essere eliminato del tutto come il vaiolo e la peste bovina, le uniche due malattie completamente eradicate dal pianeta grazie alle campagne vaccinali. La malattia è infatti intimamente connessa ai processi di replicazione del DNA, ma possiamo bloccarla e impedirgli che ci uccida.

I due scienziati si spartiranno un premio di 870mila euro circa, e hanno già le idee molto chiare su come utilizzarlo. Allison donerà una parte per la ricerca contro il cancro e un'altra parte a un'organizzazione sudamericana che si occupa di istruzione femminile, mentre Honjo la donerà alla sua università, al fine di creare borse di studio per giovani ricercatori. Insomma, premi Nobel per la medicina ma anche per l'impegno civile. I due hanno concluso il loro intervento sottolineando che al momento i costi dei farmaci immunoterapici sono decisamente troppo alti, e si augurano che al più presto ci sia un'inversione di tendenza.