Individuata una proteina in grado di far crescere i tumori di tipo MSI, quelli in cui è presente la cosiddetta instabilità dei microsatelliti, fra i quali si annovera il diffuso cancro al colon-retto. Rimuovendo in laboratorio questa specifica proteina, chiamata WRN, gli scienziati sono riusciti a far regredire e a uccidere la massa tumorale. Si sta dunque lavorando a una nuova terapia farmacologica in grado di colpirla con precisione chirurgica, che potrebbe rivoluzionare il trattamento di questa malattia potenzialmente letale. Il cancro al colon-retto è infatti uno dei cosiddetti “big killer”; basti pensare che in Italia, nel 2016, ha ucciso quasi 20mila persone, e si attendono 50mila nuove diagnosi per il 2019, secondo i dati del volume “i numeri del cancro” recentemente presentato al Ministero della Salute.

A identificare la proteina WRN è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati italiani e britannici di vari istituti, tra i quali il Wellcome Sanger Institute di Cambridge; il Candiolo Cancer Institute-FPO, IRCCS di Torino; il Dipartimento di Oncologia dell'Università di Torino; la GlaxoSmithKline Research and Development di Stevenage e altri ancora. Tutto è iniziato con una ricerca del professor Mathew Garnett dell'istituto britannico, che attraverso la famosa tecnica del “taglia e incolla” del DNA CRISPR-Cas9 è riuscito a rimuovere in modo sistematico migliaia di proteine da centinaia di tumori, verificandone gli effetti. Gli scienziati italiani guidati dai professori Livio Trusolino e Andrea Bertotti si sono concentrati con l'editing genetico sul cancro al colon-retto di tipo MSI, cioè caratterizzato dalla presenza di porzioni ripetute di DNA (microsatelliti) che, quando entrano in contatto con un agente cancerogeno, iniziano a mutare dando vita a proteine alterate che sono alla base dello sviluppo della massa tumorale.

Come indicato, facendo esperimenti su questo specifico tipo di cancro gli scienziati italiani hanno scoperto che attraverso l'eliminazione della proteina WRN esso va incontro alla morte. “Abbiamo notato che, quando la proteina WRN veniva disattivata, il tumore iniziava a regredire fino a morire, come capita nelle terapie di successo oggi utilizzate in clinica”, ha dichiarato il professor Trusolino, direttore del laboratorio di oncologia traslazionale presso l'istituto Candiolo. Per una cura definitiva ci vorrà ancora del tempo, ma gli autori della scoperta sono ottimisti; eliminando quella proteina, del resto, si potrebbe ottenere un trattamento efficace anche quando le tecniche immunoterapiche falliscono. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature.