Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

Due scuole italiane, il Liceo “Avogadro” di Vercelli e il Liceo Cecioni di Livorno, hanno conquistato il primo e il secondo posto della prestigiosa Zero Robotics 2018/2019, competizione di programmazione di robotica aerospaziale ideata dalla NASA e dal celebre MIT (Massachusetts Institute of Technology). Ottimi piazzamenti di istituti italiani anche nelle cosiddette Finali Virtuali, nelle quali il codice sviluppato dai ragazzi viene testato in una simulazione, e non per manovrare veri satelliti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (obiettivo della finalissima). Menzione d'onore e piazzamento di prestigio anche per i ragazzi dell'Istituto tecnico Righi di Napoli, la cui partecipazione al contest balzò agli onori della cronaca nazionale a causa della mancanza di fondi – poi ottenuti – per raggiungere Boston.

La sfida. Giunta alla decima edizione, la Zero Robotics è una competizione aperta alle scuole superiori di tutto il mondo. L'obiettivo è progettare il codice per controllare piccoli satelliti chiamati SPHERES (acronimo di Synchronized Position Hold Engage and Reorient Experimental Satellites) posizionati sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ogni anno la "missione" viene cambiata dagli ideatori della sfida: in quella 2018/2019 gli studenti dovevano manovrare uno degli SPHERES (progettati dal MIT di Boston) e simulare l'aggancio e il traino di un frammento di spazzatura spaziale. Si tratta di un ambiente di progettazione verosimile, dato che sono allo studio diversi sistemi per eliminare i pericolosi detriti in orbita. Per conquistarsi il diritto di manovrare realmente gli SPHERES, cioè accedere alla finalissima, le squadre composte dagli studenti si sfidano per vari mesi a colpi di codice su simulazioni al computer, ottenendo punteggi e scalando le posizioni in classifica.

Gioco di squadra. Le squadre che partecipano a Zero Robotics non sono composte da singole scuole, ma da tre istituti differenti: il “The Dark Team of LSA” del liceo di Vercelli, ad esempio, faceva parte della squadra “Naughty Dark Spaghetti” assieme a due scuole superiori americane, una di New York e una di Cedardburg. Il liceo livornese, nome di battaglia “Crab Nebula”, faceva invece parte del team “Hit or Miss” con una scuola di San Francisco e una di South Hollans. I ragazzi devono lavorare in perfetta sinergia fra loro per rendere il codice dedicato alle manovre degli SPHERES il più pulito ed elegante possibile. Le risorse di memoria sono infatti limitate, inoltre non si controlla l'azione in "presa diretta", ma si avvia il codice una sola volta e si attende l'esito degli input programmati, fino alla fine della prova.

Finalissima. Chi ottiene i punteggi migliori alle eliminatorie è invitato a raggiungere le sedi delle fasi finali dell'evento; la più ambita è naturalmente quella al MIT Boston, ma per l'ultima sfida si poteva partecipare anche dall’Università di Alicante in Spagna e dal Seymour Centre dell’Università di Sydney, in Australia. Il codice delle squadre finaliste viene inviato a bordo della ISS, dove sotto l'attenta supervisione di un astronauta si assiste alle evoluzioni degli SPHERES. Grazie alla notevole abilità di programmazione dei nostri ragazzi, l'Italia è riuscita a salire sui due gradini più alti del podio, sbaragliando la concorrenza composta da decine e decine di squadre (180 in tutto). Il nostro Paese, fra l'altro, è stato quello che ha presentato più squadre di tutti alla competizione, ben 25. Curiosamente l'Italia è l'unico Paese a ospitare un campionato nazionale Zero Robotics ufficiale, proprio per il gran numero di squadre dislocate sul territorio.