A sinistra "Nemo" di "Alla Ricerca di Nemo", a destra pesci pagliaccio in un anemone. Credit: Pixar/Screenshot Youtube– Simon Thorrold (WHOI)
in foto: A sinistra "Nemo" di "Alla Ricerca di Nemo", a destra pesci pagliaccio in un anemone. Credit: Pixar/Screenshot Youtube– Simon Thorrold (WHOI)

Il pesce pagliaccio, conosciuto in tutto il mondo grazie al film d'animazione “Alla Ricerca di Nemo”, rischia di sparire per sempre a causa dei cambiamenti climatici. Il piccolo e coloratissimo pesce marino tropicale, infatti, non è in grado di adattarsi alle variazioni ambientali determinate dall'aumento anomalo delle temperature e alla conseguente distruzione del suo habitat naturale, la barriera corallina. La ragione principale risiede nel suo peculiare ciclo di riproduzione basato su cambi di sesso; l'alterazione dell'ambiente in cui vive ne “inceppa” i delicatissimi equilibri e abbatte la variabilità genetica, che è alla base del successo riproduttivo della specie.

Ad annunciare il rischio estremo che sta correndo il pesce pagliaccio è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica (CNRS) – l'equivalente transalpino del nostro CNR -, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università di Perpignan, del Red Sea Research Center presso l'Università della Scienza e della Tecnologia “King Abdullah” (Arabia Saudita), dell'Università James Cook (Australia), della Woods Hole Oceanographic Institution (Stati Uniti) e dell'Università Australe del Cile. I biologi marini, coordinati dal professor Benoit Poujol, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver studiato per oltre dieci anni una popolazione di pesci pagliaccio al largo dell'isola di Kimbe, in Papua Nuova Guinea.

I pesci pagliaccio, come mostrato anche nel blockbuster della Disney-Pixar, vivono in simbiosi con diverse specie di anemoni, che restano “aggrappati” alla barriera corallina cibandosi delle particelle di cibo lasciate anche dai piccoli pesci. Com'è noto, la barriera corallina sta rischiando seriamente di sparire a causa dell'acidificazione degli oceani (determinata dall'accumulo di anidride carbonica proveniente dall'atmosfera) e dall'aumento delle temperature, che catalizza un fenomeno chiamato “sbiancamento dei coralli”. In parole semplici, le piccole alghe simbionti che vivono all'interno dei coralli sono spinte ad abbandonarli, determinando di fatto lo sbiancamento e la morte del corallo. In questa situazione drammatica l'intero ecosistema della barriera corallina è minacciato, e con esso la vita di “Nemo”.

All'interno degli anemoni normalmente vivono un pesce pagliaccio femmina e uno maschio sessualmente maturo, più diversi maschi immaturi. Quando la femmina muore, il maschio più grande diventa femmina e, come spiegato all'AFP dall'autore principale dello studio, i maschi sessualmente non attivi lo diventano. “Se intervengono limitazioni nell'ambiente circostante, il pesce pagliaccio non possiede il corredo genetico che gli permette di mutare questo ciclo riproduttivo”, ha dichiarato il professor Poujol. In parole semplici, il pesce pagliaccio non riesce ad adattarsi all'ambiente che cambia così velocemente, compromettendone il successo nella riproduzione. La sua condizione è analoga a quelle delle tartarughe marine, che rischiano di nascere tutte femmine a causa dell'aumento delle temperature (il sesso in questi rettili è determinato dalle temperature). Anche in questo caso, non potendosi più riprodurre, rischiano la scomparsa. I dettagli della ricerca sui pesci pagliaccio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Ecology Letters.