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Fa troppo caldo e il 99% delle tartarughe nasce femmina: è colpa del riscaldamento globale

Su un’isola australiana nasce un maschio di tartaruga verde ogni 116 femmine a causa del riscaldamento globale; il sesso di questi rettili è infatti determinato dalla temperatura della sabbia in cui vengono depositate le uova. L’intera specie è a rischio.
A cura di Andrea Centini
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I cambiamenti climatici stanno minacciando seriamente la sopravvivenza delle tartarughe verdi del Pacifico (Chelonia mydas), facendo nascere nuove generazioni quasi completamente composte da femmine. Per comprendere la portata del fenomeno, basti pensare che in un'area settentrionale della Grande Barriera Corallina si è arrivati a numeri che superano il 99 percento: nascono una manciata di maschi per centinaia e centinaia di femmine.

Ciò accade perché il sesso di questi affascinanti rettili viene determinato dalla temperatura di incubazione delle uova; superata una certa soglia, le tartarughe marine nascono tutte femmine. A causa del riscaldamento globale e della repentina impennata delle temperature registrata negli ultimi anni, questo particolare processo biologico è stato minato nei suoi equilibri fondamentali. Il rischio che il numero delle femmine possa raggiungere il 100 percento, con la scomparsa dei maschi e di conseguenza dell'intera specie, diventa sempre più probabile.

Credit: Pelf
Credit: Pelf

La drammatica scoperta è stata fatta da un team di ricerca del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) in collaborazione con i colleghi dell'Università Statale della California, del Dipartimento dell'Ambiente e della Protezione del Patrimonio del Queensland e del WWF Australia. Gli studiosi, coordinati dal dottor Michael Jensen del NOAA Fisheries, hanno analizzato in particolar modo la condizione delle tartarughe verdi dell'Australia orientale, che nidificano principalmente in due zone: su isole nei pressi della Grande Barriera Corallina meridionale e su Raine Island, sita a oltre mille chilometri più a nord. La duplice posizione ha fornito dati estremamente significativi per i ricercatori, dato che a nord il riscaldamento globale ha prodotto un aumento sensibile delle temperature (sbiancando larga parte dei coralli), mentre a sud la condizione è rimasta più stabile.

Questa differenza si è riflessa sul rapporto di nascite tra maschi e femmine nelle due popolazioni. Il team di Jensen ha dimostrato – attraverso laparoscopie e analisi del sangue – che a nord il 99,8 percento delle tartarughe subadulte e il 99,1 percento di quelle appena nate è femmina, con una popolazione globale composta dall'86,8 percento di femmine, contro il 65-69 percento evidenziato a sud. Un certo sbilanciamento verso le femmine, spiegano i ricercatori, nelle tartarughe è naturale per ragioni evolutive, tuttavia hanno stimato che a Raine Island da almeno 20 anni nascono fondamentalmente solo femmine (circa 1 maschio ogni 116). Se le temperature saliranno ancora, come indicano le previsioni, i maschi potrebbero completamente sparire, determinando così l'estinzione della specie.

I cambiamenti climatici non solo stanno “femminizzando” le tartarughe, ma stanno anche facendo strage delle uova a causa delle inondazioni più frequenti sulle isole. Se ciò non bastasse, la creazione di piccole scarpate dovute all'erosione porta gli esemplari adulti a ribaltarsi, e non potendosi girare muoiono tra atroci sofferenze. Un vero e proprio dramma che sta preoccupando seriamente la comunità scientifica. I dettagli sulle tartarughe verdi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Current Biology.

[Credit: P.Lindgren]

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