Credit: Dolphin Project
in foto: Credit: Dolphin Project

Da martedì primo ottobre in Giappone aprirà una nuova baia per la cattura di cetacei, con l'obiettivo di venderli a parchi marini e delfinari. In realtà si tratta di una riapertura, poiché fino a 15 anni fa, lungo le coste di Futo-Ito nella prefettura di Shizuoka (sita nel Giappone centrale a 150 km a sud della capitale Tokyo), l'attività di caccia ai delfini era regolarmente attuata. Si è conclusa nel 2004, ma dal 2014 in avanti i pescatori di Ito hanno cominciato a richiedere e ottenere permessi di caccia dall'Agenzia Giapponese della Pesca, senza poi effettivamente metterli in pratica. Quest'anno hanno annunciato ufficialmente che torneranno a catturare i cetacei odontoceti per la cattività; le operazioni si protrarranno dal primo ottobre al 31 marzo.

Nella terra del Sol Levante ci sono solo due posti in cui si catturano delfini, quello che sta per riaprire e la famigerata “baia della morte” di Taiji, dove dall'inizio di settembre varie specie di delfinidi (come tursiopi, grampi e globicefali o balene pilota) vengono in parte catturati per essere venduti ai delfinari e parchi acquatici – alle selezioni partecipano anche degli addestratori di questi ultimi – e in parte massacrati per la carne. La baia si è già tinta di rosso sangue varie volte dall'inizio di quest'anno. A Futo-Ito, come indicato, i delfini verranno invece solo catturati per la cattività.

L'Agenzia Giapponese della Pesca ha assegnato ai cacciatori una quota di 57 esemplari per i prossimi mesi. Come annunciato dalla Cooperativa della pesca della città di Ito, riunitasi presso Tomito per una conferenza, tra gli animali che verranno catturati ci saranno 26 tursiopi o delfini dal naso a bottiglia (Tursiops truncatus), cioè i delfini per antonomasia come il celebre Flipper, e 24 pseudorche (Pseudorca crassidens), predatori oceanici di colore scuro con diverse caratteristiche in comune con l'orca (Orcinus orca). Di questa specie, detenuta solo in alcuni acquari sparsi per il mondo (in Italia ci sono solo tursiopi), recentemente è stato avvistato un branco di un centinaio di esemplari anche nel Mediterraneo, al largo delle coste della della Campania. Il gruppo è entrato sicuramente dallo Stretto di Gibilterra, trattandosi di cetacei che vivono in oceano aperto.

Ad annunciare la ripresa delle catture a Futo-Ito l'organizzazione ambientalista Life Investigation Agency (LIA), che da anni opera in Giappone per difendere i diritti degli animali. Benché infatti il Giappone sia uno dei pochi Paesi al mondo in cui ancora oggi si dà la caccia a balene e delfini, non tutte le persone se ne nutrono e non tutti approvano questa pratica anacronistica.