Il lancio è riuscito alla perfezione: il razzo Falcon 9, gioiello e orgoglio della società statunitense Space X, si è staccato dal suolo della Florida, precisamente dalla Cape Canaveral Air Force Station con l'obiettivo di raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, dove è atteso con la navetta Dragon contenente 2,2 tonnellate di merci utili all'equipaggio che si trova nel nostro avamposto spaziale.

Due minuti dopo il decollo, che ha avuto luogo nelle prime ore di lunedì, il primo modulo del missile si è staccato ed ha iniziato la delicata manovra che nei mesi scorsi è stata già realizzata quattro volte: una discesa nell'atmosfera che viene bloccata grazie ai motori montati sul blocco posteriore. Questo consente un rientro "morbido" che è avvenuto la prima volta al suolo e le altre tre su una piattaforma galleggiante posta nell'Oceano Atlantico.

La possibilità per il razzo Falcon 9 di rientrare sulla superficie marina è una grande opportunità per utilizzare e riutilizzare al massimo questi veicoli ad alta velocità, il cui rientro sugli spazi terrestri risulta sicuramente più complesso.

Saldamente impacchettati nella navicella Dragon, ci sono i materiali utili a decine delle oltre 250 ricerche scientifiche che si svolgeranno durante i prossimi mesi sulla Stazione Spaziale. Come è noto, infatti, la ISS è un laboratorio orbitante dove è possibile portare avanti esperimenti estremamente diversi: si va dagli studi per migliorare molti aspetti della nostra vita sulla Terra, alle osservazioni degli effetti sugli astronauti delle lunghe permanenze nello spazio, fino al controllo dei cambiamenti che stanno avvenendo sul nostro pianeta.

Alla ISS giungerà anche IDA (International Docking Adapter-2), un adattatore che permetterà l’aggancio automatico delle navicelle private con uomini a bordo: una porta verso un futuro non troppo lontano, in cui i viaggi turistici nello spazio saranno realtà.