Rappresentazione artistica mostra una veduta della superficie del pianeta Proxima b in orbita intorno alla nana rossa Proxima Centauri, la stella più vicina al Sistema Solare (Crediti: ESO/M. Kornmesser)
in foto: Rappresentazione artistica mostra una veduta della superficie del pianeta Proxima b in orbita intorno alla nana rossa Proxima Centauri, la stella più vicina al Sistema Solare (Crediti: ESO/M. Kornmesser)

Ricordate Proxima b, l'esopianeta ad appena quattro anni di luce dal Sistema Solare? Ebbene, a quanto pare, questo oggetto che ci ha già sorpreso con la sua scoperta, resa nota poche settimane fa, potrebbe avere un altro interessante segreto da svelare: secondo i ricercatori del laboratorio di astrofisica di Marsiglia, infatti, il Pianeta si troverebbe su un'orbita che gli consentirebbe di avere dell'acqua liquida sulla sua superficie, un fatto questo che spinge ad interrogarsi in merito alla sua abitabilità.

Gli astronomi hanno determinato le dimensioni e le proprietà della sua superficie, stabilendo che Proxima b potrebbe essere totalmente ricoperto, nella sua intera superficie, da un Oceano, composto da un'acqua non dissimile da quella che si trova sulle lune ghiacciate in orbita attorno a Saturno o a Giove. Sulla base delle simulazioni effettuate, ipotizzando un raggio per l'esopianeta pari a 0,94 e 1,4 volte quello terrestre, si sono delineati due possibili scenari.

Proxima b potrebbe avere un raggio minimo di 5.990 chilometri ed una struttura densa, con un nucleo metallico che costituirebbe circa i due terzi dell'intera massa del pianeta; in questo caso, eventuale acqua superficiale rappresenterebbe circa lo 0,05% dell'intera massa dell'esopianeta. Oppure potrebbe avere un raggio minimo di 8.920 chilometri e sarebbe composto per metà di rocce e per metà di acqua: se così fosse, gli studiosi calcolano che un oceano liquido, profondo circa 200 chilometri, ricoprirebbe l'intera superficie planetaria. In entrambi i casi, un'atmosfera gassosa potrebbe avvolgere il Pianeta rendendolo, quindi, ancora più vicino all'essere potenzialmente abitabile.

Lo studio è stato pubblicato da The Astrophysical Journal Letters.