Quasi 400 cani e gatti sono morti o dispersi in Italia a causa dei botti di Capodanno, sparati a cavallo tra il 31 dicembre 2019 e il primo giorno del 2020. Il dato, aggiornato alle ore 11:00 di venerdì 3 gennaio, è stato diffuso dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA con un post aggiornato sul proprio blog. Per quanto concerne i cani, il numero di quelli scappati o morti in relazione alla notte di San Silvestro è di 194, mentre i gatti – per i quali si segnala anche l'investimento a seguito della fuga per i botti – sono 157. I dati, come si legge nel comunicato dell'organizzazione animalista, sono “ovviamente destinati ad assestarsi nelle prossime giornate”. E non è detto che ciò avvenga in meglio. Il numero di cani, tra il 2 e il 3 gennaio, è infatti salito da 171 a 194, mentre quello dei felini ha subito una leggerissima flessione (da 160 a 157), grazie a tre mici ritornati sani e salvi a casa.

Il gatto seviziato a Brindisi. Credit: AIDAA/Facebook
in foto: Il gatto seviziato a Brindisi. Credit: AIDAA/Facebook

I numeri complessivi indicati da AIDAA sono di 1.800 tra cani e gatti scappati a seguito dei botti, più di tre quarti dei quali fortunatamente rientrati a casa. Il dato del 2019, come indicato dall'associazione, è stato di oltre 3mila gatti e cani scappati di casa, dunque c'è stato un significativo passo in avanti da questo punto di vista. Il merito, probabilmente, è legato alle numerose ordinanze dei sindaci che hanno vietato i botti nei propri comuni, compreso quello della Capitale. Nel 2019, tuttavia, furono in totale 440 i cani e i gatti morti o dispersi, un dato al momento in linea con quello del 2020, che dunque si spera si assesti molto al ribasso. I botti sono notoriamente pericolosi sia per gli animali domestici che per quelli selvatici; qui trovate alcuni preziosi consigli per proteggere i vostri amici a quattro zampe da giornate di festa che prevedono “botti”, come appunto il Capodanno.

L'associazione AIDAA si è soffermata in particolar modo sul caso di un povero micio barbaramente torturato e ucciso a Brindisi, in Puglia. Il suo aguzzino gli avrebbe infilato un petardo nell'ano o legato attorno alla coda, non è ancora chiaro. Ciò che è certo è che il micio ha perso la vita in modo orribile, come dimostra lo scatto circolato sulla rete, nella quale lo si vede esanime sull'asfalto, con la coda recisa a pochi centimetri di distanza. “È un fatto di una gravità inaudita – ha dichiarato la portavoce per il Sud Italia di AIDAA Antonella Brunetti -, abbiamo un testimone oculare che ci ha fornito anche il nome del possibile responsabile di questo gesto criminale, autore che sarà denunciato all'autorità giudiziaria, in modo che si possa poi fare anche l'autopsia sul gatto per appurare la causa esatta della morte del micio che potrebbe essere stato investito oltre che seviziato”. In precedenza in un post su Facebook la Brunetti aveva specificato: "La depravazione e crudeltà è solo dell'uomo. Se qualcuno lo amava qualcun altro ha pensato di festeggiare il nuovo anno così. Brindisi, viale Arno – Perrino. Allertata la polizia locale". La speranza è che simili barbarie non avvengano mai più.