Credit: P. Carril/ESA
in foto: Credit: P. Carril/ESA

Un asteroide appena scoperto grande come un minibus sta per sfiorare la Terra. 2019 UB8, questo il nome dato dagli scienziati al “sasso spaziale”, alle 7:30 del mattino (ora italiana) del 29 ottobre passerà a una distanza di appena 190mila chilometri dalla superficie del nostro pianeta. È una distanza di assoluta sicurezza, dunque non corriamo alcun rischio di impatto, tuttavia in termini squisitamente astronomici essa è veramente irrisoria. Basti pensare che il passaggio ravvicinato avverrà esattamente a metà della distanza che separa in media la Terra dalla Luna, ovvero 384mila chilometri.

2019 UB8, che è stato identificato sabato 26 ottobre, sfreccerà a oltre 37mila chilometri orari (10,38 chilometri al secondo) sopra alle nostre teste. Sta viaggiando a circa la metà della velocità del gigantesco asteroide (162082) 1998 HL1 che lo scorso weekend è passato a 6,2 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. In quest'ultimo caso si è trattato di un oggetto classificato come potenzialmente pericoloso (PHO/PHA – Potentially Hazardous Object/Asteroid) dalla NASA, poiché è transitato a meno di 0,5 unità astronomiche e ha un diametro compreso tra i 440 e i 990 metri. Nel caso di 2019 UB8 siamo innanzi a un semplice NEO (Near Earth Object), un asteroide vicino alla Terra da tenere sotto controllo ma non particolarmente minaccioso. Il suo diametro stimato, come indicato dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), è infatti compreso tra i 4,4 ai 9,7 metri; le sue dimensioni, in pratica, spaziano da quelle di un'auto a quelle di un grosso minibus.

Come specificato dall'astrofisico italiano Gianluca Masi si tratta di un sasso spaziale più piccolo di quello che nel 2013 esplose sui cieli della Russia, a Čeljabinsk. L'evento, noto come meteora di Čeljabinsk, fu prodotto da un piccolo asteroide di una quindicina di metri e con una massa di 10mila tonnellate. Causò 1.500 feriti in una vasta area alle pendici degli Urali, principalmente colpiti dai vetri delle finestre esplosi a causa dell'onda d'urto. Nel caso in cui fosse stata interessata un'area densamente abitata avrebbe potuto creare danni più seri. Tornando a 2019 UB8, lo si potrà vedere solo con telescopi “importanti”, e non con strumenti amatoriali di piccolo calibro, a causa della sua debolissima luminosità. Per chi non volesse perdersi lo spettacolo del passaggio ravvicinato, il Virtual Telescope Project guidato da Gianluca Masi trasmetterà una diretta streaming sul sito a partire dall'1:30 di martedì 29 ora italiana.