Il satellite IMAGE (Imager for Magnetopause-to-Aurora Global Exploration) della NASA è stato rintracciato a 13 anni dalla sua scomparsa da un astronomo dilettante, che lo ha identificato con i suoi strumenti mentre era a caccia di satelliti spia. Il dispositivo fu lanciato in orbita nel marzo del 2000 e aveva lo scopo di studiare le risposte del campo magnetico della Terra quando investito dal vento solare, responsabile fra le altre cose delle aurore polari e delle tempeste geomagnetiche. Fu posizionato in una peculiare orbita ellittica polare e per circa 6 anni continuò ad inviare dati ininterrottamente, fino a quando il 18 dicembre del 2005 smise di comunicare col centro di controllo.

Gli scienziati della NASA lo diedero per “disperso” e attribuirono la sua sparizione a un problema con la distribuzione di energia al trasponder. Il satellite, pesante 536 chilogrammi (196 solo di strumenti scientifici) e con un diametro di 2,25 metri, ha continuato a orbitare silenziosamente attorno alla Terra fino a quando non è stato "visto" da Scott Tilley, mentre provava a intercettare i criptici satelliti spia. A questa classe di dispositivi appartiene molto probabilmente anche il misterioso “Zuma”, lanciato lo scorso 20 gennaio dallo Space Launch Complex 40 presso la Cape Canaveral Air Force Station a bordo di un razzo Falcon 9. Probabilmente Tilley cercava proprio Zuma.

Il ritrovamento di IMAGE ha naturalmente catalizzato l'interesse degli stessi scienziati della NASA, che stanno facendo il possibile per tornare a comunicare con il vecchio dispositivo. Da quando è stato lanciato, tuttavia, la tecnologia utilizzata per intercettare i dati dei satelliti è avanzata sotto diversi punti di vista, e i software attualmente in uso non sono adatti per comunicare col vetusto software non aggiornato di IMAGE. Per questo gli scienziati hanno rispolverato un vecchio programma, con la speranza di raccogliere tutti i dati captati dalla sonda in questi 13 anni di volo solitario. Del resto, come ha indicato Patricia Reiff dell’Università di Berkeley, fra le responsabili della missione originale, "IMAGE ha un punto di vista privilegiato per studiare le aurore boreali". A marzo 2017 la NASA ha ritrovato la sonda indiana Chandrayaan-1 dopo 8 anni. Era stata inviata per studiare la Luna e smise di comunicare nell'agosto del 2009.

[Credit: NASA/Università dell'Arizona]