Antidepressivo trazodone, scienziati canadesi rilevano serio rischio di cadute e fratture

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Credit: Stevepb
Ricercatori canadesi hanno determinato che il famarco antidepressivo trazodone presenta un rischio di cadute e fratture maggiori simile a quello degli antipsicotici di seconda generazione (o atipici). Il risultato è emerso da un’indagine statistica condotta sui dati di circa 10mila pazienti anziani affetti da demenza.

Il trazodone, farmaco antidepressivo scoperto in Italia negli anni '60 del secolo scorso, nei pazienti anziani affetti da demenza manifesta un serio rischio di cadute e fratture maggiori, con statistiche simili a quelle registrate per gli antipsicotici. Si tratta di un dato significativo poiché il medicinale viene spesso prescritto proprio al posto degli antipsicotici, in virtù della maggiore sicurezza. A rivelare il rischio di cadute e fratture un team di ricerca canadese guidato da studiosi della Divisione di Medicina Geriatrica presso l'Università di Toronto, che hanno collaborato con i colleghi dell'Ospedale San Michele, dell'Università McMaster e di altri istituti.

Gli scienziati, coordinati dalla dottoressa Jennifer A. Watt, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati di 6588 anziani (con età pari o superiore a 66 anni) trattati con trazodone e di altri 2875 trattati con antipsicotici atipici, conosciuti anche col nome di antipsicotici di seconda generazione. Quasi tutti i pazienti, liberi da patologie psicotiche croniche, hanno ricevuto una bassa dose dei farmaci oggetto dello studio, condotto proprio per verificare i potenziali effetti collaterali del trazodone. Dall'analisi statistica è emerso che chi aveva assunto la molecola “italiana” presentava un tasso di cadute e fratture gravi – come la temuta frattura dell'anca – simile a quello dei pazienti trattati con gli antipsicotici di seconda generazione.

“Mentre i clinici stanno diminuendo le prescrizioni di antipsicotici, non dovremmo considerare il trazodone un'alternativa più sicura e più uniforme agli antipsicotici atipici, poiché l'uso di trazodone era associato a un rischio di cadute e importanti fratture osteoporotiche paragonabile agli antipsicotici atipici – farmaci associati a questi esiti avversi nella nostra popolazione di pazienti”, ha dichiarato l'autrice principale dello studio. Nonostante questo aspetto negativo, dallo studio di Watt e colleghi, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Canadian Medical Association Journal (CMAJ), è emerso che il farmaco è associato a un minor rischio di morte.

Il trazodone, somministrato normalmente per trattare depressione, insonnia e disturbo d'ansia, è noto per avere alcuni importanti effetti collaterali. Nei pazienti minorenni, ad esempio, se associato ad altri farmaci antidepressivi può aumentare il rischio di pensieri suicidari e di suicidio. Nei pazienti con patologie cardiache può determinare la comparsa di aritmie, mentre più comuni sono effetti gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea. Raramente sono stati registrati casi di priapismo e tossicità epatica. Il forte effetto sedativo può compromettere normali attività come guidare un'auto e il paziente deve essere avvertito.

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