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Il trazodone, farmaco antidepressivo scoperto in Italia negli anni '60 del secolo scorso, nei pazienti anziani affetti da demenza manifesta un serio rischio di cadute e fratture maggiori, con statistiche simili a quelle registrate per gli antipsicotici. Si tratta di un dato significativo poiché il medicinale viene spesso prescritto proprio al posto degli antipsicotici, in virtù della maggiore sicurezza. A rivelare il rischio di cadute e fratture un team di ricerca canadese guidato da studiosi della Divisione di Medicina Geriatrica presso l'Università di Toronto, che hanno collaborato con i colleghi dell'Ospedale San Michele, dell'Università McMaster e di altri istituti.

Gli scienziati, coordinati dalla dottoressa Jennifer A. Watt, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati di 6588 anziani (con età pari o superiore a 66 anni) trattati con trazodone e di altri 2875 trattati con antipsicotici atipici, conosciuti anche col nome di antipsicotici di seconda generazione. Quasi tutti i pazienti, liberi da patologie psicotiche croniche, hanno ricevuto una bassa dose dei farmaci oggetto dello studio, condotto proprio per verificare i potenziali effetti collaterali del trazodone. Dall'analisi statistica è emerso che chi aveva assunto la molecola “italiana” presentava un tasso di cadute e fratture gravi – come la temuta frattura dell'anca – simile a quello dei pazienti trattati con gli antipsicotici di seconda generazione.

“Mentre i clinici stanno diminuendo le prescrizioni di antipsicotici, non dovremmo considerare il trazodone un'alternativa più sicura e più uniforme agli antipsicotici atipici, poiché l'uso di trazodone era associato a un rischio di cadute e importanti fratture osteoporotiche paragonabile agli antipsicotici atipici – farmaci associati a questi esiti avversi nella nostra popolazione di pazienti”, ha dichiarato l'autrice principale dello studio. Nonostante questo aspetto negativo, dallo studio di Watt e colleghi, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Canadian Medical Association Journal (CMAJ), è emerso che il farmaco è associato a un minor rischio di morte.

Il trazodone, somministrato normalmente per trattare depressione, insonnia e disturbo d'ansia, è noto per avere alcuni importanti effetti collaterali. Nei pazienti minorenni, ad esempio, se associato ad altri farmaci antidepressivi può aumentare il rischio di pensieri suicidari e di suicidio. Nei pazienti con patologie cardiache può determinare la comparsa di aritmie, mentre più comuni sono effetti gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea. Raramente sono stati registrati casi di priapismo e tossicità epatica. Il forte effetto sedativo può compromettere normali attività come guidare un'auto e il paziente deve essere avvertito.