Credit: World Resources Institute
in foto: Credit: World Resources Institute

L'Amazzonia è in fiamme, e benché i membri del governo brasiliano presieduto da Jair Bolsonaro si ostinino a minimizzare la situazione, i dati raccolti dai satelliti della NASA, dall’Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale (INPE) e da altri enti di ricerca mostrano chiaramente l'eccezionale portata del fenomeno, che sta seriamente minacciando il “polmone verde” della Terra. Tra gli strumenti più efficaci per osservare personalmente ciò che sta accadendo nel cuore della Foresta Amazzonica, il 65 percento della quale si trova in territorio brasiliano, vi è la mappa in tempo quasi reale dell'applicazione Global Forest Watch (GFW).

Uno strumento prezioso. Sviluppata dal World Resources Institute (WRI), un'organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1982 che si occupa di ricerca, sostenibilità ambientale e benessere dell'umanità, l'applicazione Global Forest Watch è stata messa a punto per monitorare lo stato delle foreste del pianeta in tempo quasi reale, con particolare attenzione ai processi di disboscamento. Viene infatti aggiornata ogni 12 ore grazie ai dati raccolti dallo strumento scientifico MODIS (Moderate-resolution Imaging Spectroradiometer) installato sui satelliti Terra (EOS AM) ed Aqua (EOS PM) della NASA. Collaborano al progetto anche Google, l'Università del Maryland e l'istituto brasiliano Imazon (Amazon Institute of People and the Environment), nato proprio per proteggere la preziosissima foresta pluviale dell'Amazzonia, sede del 10 percento della biodiversità della Terra.

Mappa interattiva. La mappa segnala l'allerta di incendi attraverso un algoritmo che estrae ed elabora i dati raccolti dai satelliti della NASA, valutando i cambiamenti di temperatura e luminosità sul terreno. Cliccando su questo link si può osservare la drammatica situazione in atto sulla Foresta Amazzonica, ma attraverso gli appositi comandi è possibile verificare l'andamento dei roghi anche in altri Paesi, Italia compresa. Naturalmente si tratta di stime con un margine di errore e vari gradi di confidenza. La NASA stessa ha pubblicato su un proprio sito le fotografie satellitari che mostrano il fumo liberato dagli incendi sviluppati negli stati di Rondonia, Mato Grosso, Amazonas e Parà, attivi ininterrottamente da più di due settimane.

Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

Situazione drammatica. Dall'inizio dell'anno sono stati documentati oltre 74mila incendi, circa la metà dei quali si è sviluppata solo nell'ultimo mese. Principalmente sono stati provocati da agricoltori e allevatori, che danno fuoco agli alberi per ampliare i terreni a propria disposizione. Benché durante la stagione secca gli incendi vengano appiccati da sempre, lo scenario di quest'anno risulta particolarmente drammatico e fuori controllo. I roghi, del resto, sono quasi il doppio di quelli registrati nel 2018, e nel fine settimana del 10 agosto il numero di incendi è stato del 900 percento superiore rispetto allo stesso weekend dell'anno passato. Ambientalisti, ONG e studiosi puntano il dito contro il presidente Jair Bolsonaro e le sue politiche apertamente antiambientaliste, volte a favorire le industrie agroalimentari e minerarie, oltre che i proprietari terrieri. La depenalizzazione dei reati contro il patrimonio naturale e le maggiori concessioni, infatti, stanno catalizzando il disboscamento attraverso metodi legali e illegali. Tra chi sta soffrendo di più di più vi sono le comunità indigene, come dimostra la disperazione di questa donna innanzi alla sua riserva in fiamme.