Sul profilo Twitter di Persian Rose viene mostrata l'immagine del corpo di un antico abitante di Pompei rimasto cristallizzato – come tanti altri in quel sito archeologico – durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che coinvolse anche la città di Ercolano. Questi corpi hanno restituito ad archeologi e storici informazioni notevoli, si tratta di vere e proprie istantanee dal passato. Quella che si vede nella foto sembrerebbe piuttosto imbarazzante come testimonianza. Ad un primo sguardo sembra proprio che lo sfortunato abbia deciso di masturbarsi durante la tragedia, mentre veniva ucciso dai gas sprigionati dal vulcano, a cui sarebbero seguite le proverbiali "ceneri e lapilli".

Antico onanista o illusione ottica?

C'è un indizio nella foto che dovrebbe essere sufficiente a smontare questa interpretazione poco prestigiosa dell'immagine. Ne parleremo alla fine. Intanto la news ha circolato molto in fretta incuriosendo anche i siti di divulgazione scientifica. La prima cosa che dobbiamo fare a questo punto è accertarci del contesto originale della foto e capire se per caso si tratta solo di un'illusione ottica dovuta alla pareidolia, fenomeno che ricorre spesso nei nostri articoli.

Qual è il contesto originale dell'immagine? Facendo una ricerca per immagini risaliamo alla fonte originale in Rete, nel profilo Instagram del Parco archeologico di Pompei. Si specifica nella presentazione dell'immagine il luogo della città in cui si trovava il corpo: Insula Occidentalis. Si tratta – altro indizio importante – di un calco in gesso, la certificazione del reperto viene attribuita al Prof. Massimo Osanna, direttore generale. Non vi è altra spiegazione nell'immagine, mentre tra i commenti c'è già chi fa notare la posa imbarazzante, facendo subito facili allusioni.

Cosa stiamo vedendo realmente?

La posa tipica dei corpi ottenuti mediante dei calchi nel sito archeologico di Pompei. Credit: Snopes.
in foto: La posa tipica dei corpi ottenuti mediante dei calchi nel sito archeologico di Pompei. Credit: Snopes.

Tutti i corpi di pompei sono ricavati attraverso dei calchi eseguiti mediante una colata di calce nelle cavità dei detriti. In questo modo si sono ricavate le forme dei corpi sepolti, come ci spiega anche l'archeologo dell'associazione EduTube Italia Marco Montermini:

Nel momento in cui venne investito dall'eruzione quell'uomo era in tutt'altra posizione. Gli arti (braccia e gambe), si sono sicuramente contratti per il calore. Lo vediamo benissimo in molti altri calchi.

Pareidolia e anatomia scagionano il corpo. Effettivamente la posizione del corpo non è affatto inusuale confrontandola con altri del sito. Snopes fornisce nel suo articolo un'immagine di un altro corpo a titolo d'esempio. Craig Silverman su BuzzFeed ci restituisce invece una versione di qualità migliore della foto incriminata. Si capisce molto meglio che quel corpo non stava facendo affatto quel che a molti è sembrato. Il presunto pene non è altro che un gioco di forme ed ombre e la mano destra del soggetto è posizionata sul bacino. Ed è qui che arriviamo all'indizio tenuto conto del quale è possibile già liquidare tutta la questione, basta avere delle conoscenze minime di anatomia. Un pene dovrebbe trovarsi sotto l'inguine, non sul bacino, all'altezza dell'ombelico. Il punto in cui le gambe si incontrano è coperto da un'ombra e questo può aver giocato brutti scherzi.