Immagine di repertorio, credit: Sea Shepherd
in foto: Immagine di repertorio, credit: Sea Shepherd

Martedì 4 giugno sono stati massacrati altri 21 globicefali o balene pilota (Globicephala melas) alle isole Faroe, durante l'ottava “grindadrap” dell'anno, la caccia tradizionale ai cetacei. Con questa nuova mattanza, dall'inizio del 2019 il computo totale di mammiferi marini uccisi nell'arcipelago è salito a 480. Solo una settimana fa, durante la sesta operazione, erano state uccise ben 150 balene pilota a sud della capitale Torshavn, mentre sette lagenorinchi dai denti obliqui (Lagenorhynchus obliquidens) perdevano la vita nei pressi della baia di Skálabotnur.

Nuova strage. L'ultimo massacro si è consumato a Fuglafirður, un piccolo comune di appena 1.500 abitanti sull'isola di Eysturoy, una delle 18 che compongono l'arcipelago subartico del Regno di Danimarca. I cetacei sono stati avvistati da Oyndarfjørð, raggiunti da una flottiglia di imbarcazioni che li ha circondati, spaventati a morte e spinti a spiaggiarsi. Come prevede la grindadrap, gli uomini armati di uncini e lame hanno raggiunto le balene pilota e le hanno uccise tutte; gli uncini vengono infilzati nello sfiatatoio, mentre gli strumenti da taglio vengono piantati dietro la testa per recidere il midollo spinale. Una morte orrenda, resa ancor più agghiacciante dal fatto che si tratta di animali intelligentissimi e sociali, che soffrono la separazione dal proprio pod. Non vengono risparmiati né piccoli né femmine incinte.

Petizione online. L'annuncio del nuovo massacro è stato fatto dall'organizzazione senza scopo di lucro Sea Shepherd Conservation Society, presente da anni alle isole Faroe con la campagna “Operation Bloody Fjords” per contrastare le mattanze e far conoscere a tutto il mondo ciò che avviene su queste remote isole, abbracciate dal Mare del Nord e dell'Oceano Atlantico. L'organizzazione Blue Planet Society ha avviato una petizione per chiedere al Primo Ministro delle Isole Faroe Aksel V. Johannesen (e al Primo Ministro del Giappone Shinzo Abe) di fermare la caccia ai cetacei. Ogni anno nel mondo ne vengono massacrati circa 100mila, nonostante siano tra gli animali più protetti della Terra.