Chi ha livelli elevati di zucchero (glucosio) nel sangue, una condizione medica chiamata iperglicemia, ha un rischio maggiore di perdere la vita a causa della COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2. Ciò è vero anche per chi non soffre di diabete, la “malattia del sangue dolce” caratterizzata proprio da una mancata regolazione dei livelli di glucosio. Non a caso, insieme alla pressione alta, si tratta di una delle comorbilità maggiormente associate alla mortalità per l'infezione da coronavirus, come mostra questa indagine dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS). I pazienti COVID ricoverati in ospedale che presentano iperglicemia hanno anche un rischio maggiore di aver bisogno della ventilazione meccanica, oltre che di essere trasferiti in un'unità di terapia intensiva.

A determinare l'associazione tra elevati livelli di zucchero nel sangue e rischio di complicanze e mortalità per COVID-19 è stato un team di ricerca spagnolo guidato da scienziati dell'Ospedale Universitario Jimenez di Huelva, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Ospedale Regionale di Malaga, dell'Ospedale Universitario di Madrid, dell'Ospedale Insulare di Gran Canaria e di numerosi altri nosocomi sparsi per la Penisola Iberica. Gli scienziati, coordinati dal professor Francisco Javier Carrasco-Sanchez, docente presso il Dipartimento di Medicina Interna del nosocomio Jimenez, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato le cartelle cliniche di oltre 11mila pazienti COVID ricoverati negli ospedali spagnoli – oltre cento – da marzo fino alla fine di maggio, durante l'arco della prima, catastrofica ondata di contagi (che in Spagna ha provocato un numero altissimo di vittime come in Italia). Tutti i pazienti avevano un'età superiore ai 18 anni, e all'inizio del ricovero non versavano in condizioni critiche.

Dopo aver suddiviso i vari pazienti in tre gruppi in base alle concentrazioni di glucosio rilevate dalle analisi del sangue, ovvero inferiore ai 140 milligrammi per decilitro, compreso tra i 140 e i 180 milligrammi per decilitro e superiore ai 180 milligrammi per decilitro, Carrasco e colleghi li hanno associati al rischio di aver bisogno di ventilazione meccanica, ricovero in terapia intensiva, durata complessiva del ricovero e morte. Incrociando tutti i dati è emerso chiaramente un legame tra iperglicemia e complicazioni e mortalità per COVID-19. Chi aveva i livelli più alti di zucchero, indipendentemente dalla diagnosi di diabete, aveva un rischio più che doppio di morire per l'infezione da coronavirus rispetto a chi aveva il parametro nella norma. Maggiori erano anche le probabilità di finire in terapia intensiva, così come di avere bisogno di ventilazione meccanica e di un ricovero più lungo.

“L'iperglicemia al momento del ricovero non dovrebbe essere trascurata, ma piuttosto rilevata e adeguatamente trattata per migliorare gli esiti dei pazienti COVID-19 con e senza diabete”, ha dichiarato il professor Carrasco in un comunicato stampa. Va tenuto presente che diversi pazienti non facevano analisi del sangue da tempo, pertanto la loro iperglicemia poteva essere causata da diabete di tipo 2 sottostante non diagnosticato. Gli scienziati non sanno perché livelli elevati di zucchero nel flusso sanguigno aumentano il rischio di complicazioni e morte per COVID-19, ma pensano che possa giocare un ruolo lo stato infiammatorio, oppure potrebbe esserci un legame diretto che favorisce l'aggressività del patogeno. I dettagli della ricerca “Admission hyperglycaemia as a predictor of mortality in patients hospitalized with COVID-19 regardless of diabetes status: data from the Spanish SEMI-COVID-19 Registry” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Annals of Medicine.