Durante la pandemia di coronavirus SARS-CoV-2 gli alti di livelli di stress sono diventati la nuova normalità per moltissimi cittadini, in particolar modo per i genitori che hanno figli con un'età inferiore ai 18 anni. Dover supplire alle loro normali necessità e seguirli nell'organizzazione della didattica a distanza a causa delle scuole chiuse, cercando al contempo di portare avanti il proprio lavoro in smart-working (quando c'è), è diventato infatti un vero e proprio mix esplosivo, che ha fatto impennare i livelli di stress raggiungendo talvolta picchi estremi.

A determinare l'impatto della pandemia sui livelli di stress è stato un team di ricerca dell'American Psychological Association (APA) e del The Harris Poll, che ha condotto un approfondito sondaggio online con oltre 3mila adulti con un'età pari o superiore ai 18 anni, tutti residenti negli Stati Uniti. L'indagine, chiamata “Stress in America 2020 Stress in the Time of Coronavirus, Volume 1”, è stata condotta attraverso questionari online tra il 24 aprile e il 4 maggio, un periodo della pandemia particolarmente critico per gli USA, dove al momento, sulla base della mappa interattiva messa a punto dall'Università Johns Hopkins, si registrano quasi 1,6 milioni di contagi e oltre 94mila morti, dati che rendono il Paese a stelle e strisce quello in cui il coronavirus ha avuto l'impatto peggiore in assoluto.

Dal sondaggio è emerso che il 46 percento dei genitori afferma di sperimentare in questo periodo un livello di stress medio compreso tra 8 e 10, su una scala che va da 1 (poco o nessuno stress) a 10 (grande stress). In base a quanto indicato nel comunicato dell'APA, soltanto il 28 percento degli adulti che non ha figli di età inferiore ai 18 anni sperimenta livelli di stress analoghi. Tra le fonti più significative di stress comunicate dai genitori vi sono l'organizzazione della didattica a distanza a causa della chiusura delle scuole; l'acceso al cibo; l'accesso a un alloggio (pagamento dell'affitto e simili); l'accesso ai servizi sanitari e la rinuncia a momenti significativi della propria vita a causa del lockdown, come lauree e matrimoni. In tutti i casi la percentuale di adulti senza figli che sperimentava questi fattori di stress era sensibilmente inferiore. In Italia si vive un'esperienza del tutto analoga, dato che un sondaggio dell’Istituto Piepoli commissionato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha rilevato che più del 50 percento degli italiani soffre di stress a causa della pandemia, e per il 43 percento il livello è massimo.

“Per molti genitori può essere schiacciante dover far fronte a richieste impegnative a casa e lavorare, contemporaneamente a possibili problemi finanziati durante questa crisi senza precedenti”, ha dichiarato il dottor Arthur C. Evans Jr., amministratore delegato dell'APA. “I bambini sono attenti osservatori e spesso notano e reagiscono allo stress o all'ansia di genitori, tutori, coetanei e comunità. I genitori dovrebbero dare la priorità alla cura di sé stessi e fare del proprio meglio per trovare un modo sano di affrontare lo stress e l'ansia”, ha aggiunto lo scienziato.

Anche le disponibilità finanziarie rappresentano un grosso problema; del resto la crisi ha provocato la perdita di milioni di posti di lavoro. Nel 2019 rappresentavano una fonte di stress per il 46 percento degli intervistati  di un precedente sondaggio dell'APA; nel recente è stata raggiunta la soglia del 70 percento. Anche il lavoro è diventato più stressante rispetto al passato. Tutto questo stress può sfociare in ansia, depressione e persino disturbo da stress post traumatico, come rilevato da diverse indagini. Ai problemi sopraccitati si aggiunge infatti anche la paura del contagio, per sé stessi o i propri cari, quando non si viene investiti in prima persona dalla COVID-19, con effetti ancora più drammatici.