Venezia è stata colpita da una “marea più che eccezionale”, come dichiarato dal sindaco della città Luigi Brugnaro. Alle 22:50 del 12 novembre il livello di marea ha infatti toccato quota di 187 centimetri sul livello medio del mare a Punta della Salute, un valore che si piazza al secondo posto della classifica, subito dietro al record di 194 centimetri segnato il 4 novembre del 1966. L'impatto sulla città è stato devastante; danni ingentissimi agli edifici e alle infrastrutture, gondole e altre imbarcazioni incagliate fra i palazzi, passerelle distrutte. Oltre l'80 percento del centro storico di Venezia è finito sott'acqua e la cripta della Basilica di San Marco è stata completamente sommersa. Sono state registrate anche due vittime nella zona. Siamo dunque innanzi a un evento del tutto eccezionale di cosiddetta “Acqua alta”, che si verifica quando vengono superati gli 80 centimetri. Che cosa è accaduto per scatenare un simile disastro?

La componente astronomica e meteorologica

Come spiega il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree della città di Venezia, la marea che si osserva nel capoluogo veneto è un fenomeno legato a una duplice componente: quella astronomica, prevedibile e dovuta all'influenza della Luna e in minima parte del Sole, e quella meteorologica (chiamata contributo meteorologico), del tutto variabile e associata a molteplici fattori: dalla direzione/velocità del vento alla pressione atmosferica, passando per l'intensità delle precipitazioni. L'elemento scatenante alla base delle devastazioni che si stanno registrando attualmente a Venezia è principalmente il vento di scirocco, che si è scagliato sulla laguna con raffiche fino a 100 chilometri orari. Il vento è infatti in grado di ostacolare il reflusso delle acque, determinando un innalzamento sensibile del livello di marea soprattutto quando è associato ai massimi della componente astronomica e alla bassa pressione. Anche la bora può essere responsabile del fenomeno di “Acqua alta”, bloccando le onde di marea di ritorno e amplificando i picchi successivi. Il contributo meteorologico può essere anche negativo, dando vita a fenomeni di bassa marea anche molto pronunciati.

 

Caratteristiche geografiche e impatto umano

A causa della sua particolare forma, il bacino del mar Adriatico sviluppa escursioni di marea decisamente più amplificate rispetto a quelle che si verificano in altri luoghi del Mar Mediterraneo. Ciò è dovuto alla peculiare sessa – il movimento delle acque all'interno di un bacino chiuso – che si traduce in un'oscillazione del livello di marea di circa 50 centimetri. Se a questo fattore base si aggiunge il contributo meteorologico, il livello della marea può salire sensibilmente, fino a livelli che diventano problematici per la città di Venezia. L'Acqua alta, come detto, si innesca quando il livello di marea raggiunge gli 80 centimetri; fino a 109 centimetri si parla di "alta marea sostenuta"; da 110 a 139 centimetri il codice identificativo è "alta marea molto sostenuta". Oltre i 140 centimetri si trasforma in "alta marea eccezionale". Negli ultimi anni i picchi di acqua alta sono diventati più pronunciati a causa della costruzione del grande hub di Porto Marghera. La zona portuale è stata infatti ottenuta strappando territorio alla laguna, dove erano presenti terreni periodicamente sommersi dalle maree (chiamati barene) che riuscivano a contenere la portata idrica. In parole semplici, accumulavano acqua e tenevano sotto controllo l'innalzamento della stessa. Inoltre è stato scavato un enorme canale per permettere il passaggio alle petroliere, che ha di conseguenza aumentato in modo sensibile la quantità di acqua che entra nella laguna. Sono state realizzate anche altre opere come dighe, porti minori, isole artificiali, rive e infrastrutture simili che, nel corso del tempo, hanno tutte influenzato il flusso dell'acqua che attraversa la laguna e di conseguenza anche la città di Venezia.

Cause naturali e cambiamenti climatici

Altri fenomeni in grado di influenzare il livello delle maree che investono la laguna di Venezia sono la subsidenza, ovvero il lento e progressivo sprofondamento del terreno, e l'eustatismo, ovvero l'innalzamento del livello del mare. Quest'ultimo è un problema su scala globale intimamente connesso con il riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici. Le temperature anomale, infatti, accelerano lo scioglimento delle grandi masse di ghiaccio dei poli facendo lentamente – e inesorabilmente – salire il livello dell'acqua marina, impattando direttamente anche sulla portata delle maree. Secondo un recente studio condotto dall'organizzazione Climate Central il fenomeno dell'innalzamento del mare avrà un impatto molto peggiore rispetto a quanto stimato in precedenza; entro la fine del secolo si stima che fino a 630 milioni di persone verranno coinvolte da eventi alluvionali devastanti o perderanno tutto poiché l'acqua sommergerà completamente il loro territorio. Venezia è tra le città italiane più a rischio, considerando che in pochi decenni il livello del mare potrebbe salire fino a 1,45 metri, come indicato nel nuovo rapporto ENEA.