5 Novembre 2021
15:53

A un passo dalla COP26 si è sciolto il più longevo nevaio del Regno Unito, esperti: “Profetico”

La “Sfinge”, il nevaio più longevo del Regno Unito, si è sciolto completamente per l’ottava volta in 300 anni. Il deposito di neve si trovava nelle Highlands scozzesi, sul Braeriach, la terza montagna più alta del Regno Unito. Poiché diversi scioglimenti si sono verificati negli ultimi anni, gli esperti ritengono che il nevaio sia stato cancellato dai cambiamenti climatici.
A cura di Andrea Centini
La montagna Braeriach dove si trovava il nevaio. Credit: Wikipedia
La montagna Braeriach dove si trovava il nevaio. Credit: Wikipedia

Il nevaio più longevo del Regno Unito, noto come la “Sfinge”, si è appena completamente sciolto. In 300 anni questo evento si è verificato soltanto otto volte e, poiché tre degli scioglimenti sono concentrati negli ultimi cinque anni, tra il 2017 e il 2021, gli scienziati ritengono che il fenomeno attuale sia stato innescato dai cambiamenti climatici. In altri termini, non sarebbe scomparso a causa di un'ondata di calore eccezionale, come accaduto nel 1933 e nel 1959. A rendere particolarmente significativo lo scioglimento completo del nevaio – ovvero un accumulo di neve “perenne” che perdura oltre le stagioni fredde – il fatto che si è verificato ad appena 140 chilometri di Glasgow, dove in questi giorni sono riuniti i potenti della Terra per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26). Qui si sta discutendo proprio su come contenere il riscaldamento globale.

Il nevaio perduto si trova sul Braeriach, la terza montagna più elevata della Gran Bretagna, che svetta a poco meno di 1.300 metri sul livello del mare. È seconda soltanto al Ben Nevis (1.345 metri) e al Ben Macdui (1.309 metri). Tutti e tre si trovano nelle suggestive Highlands scozzesi. Il Braeriach è la vetta più elevata del massiccio occidentale dei Cairngorms, una grande catena montuosa delle Highlands orientali incorporata in un parco nazionale. Sono luoghi magnifici e selvaggi, che tuttavia restano esposti alle conseguenze del riscaldamento globale, innescato dalle emissioni di gas a effetto serra (principalmente anidride carbonica e metano).

Come sottolineato alla BBC dal dottor Iain Cameron, esperto di precipitazioni nevose, il cambiamento climatico è un fattore probabile dello scioglimento della Sfinge. In base ai registri storici, infatti, lo scioglimento totale si è verificato nei seguenti anni: 1933, 1959, 1996, 2003, 2006, 2017, 2018 e ora nel 2021, appena il giorno prima dell'avvio della COP26. Si ritiene che lo scioglimento antecedente a quello del 1933 si verificò nel lontano 1.700, dunque circa 300 anni fa. L'aumento nel tasso di scioglimento non riguarda solo il nevaio del Braeriach, ma anche altri depositi di neve duraturi delle vette scozzesi. Fra essi anche quelli del Ben Nevis a Lochaber e dell'Aonach Beag. “Quello che stiamo osservando dalla ricerca sono meno chiazze di neve e più piccole”, ha chiosato il dottor Cameron.

Del resto i cambiamenti climatici stanno severamente minacciando anche i ghiacciai storici, che rischiano di sparire per sempre nel giro di pochi decenni. Quello sulla Marmolada, la “Regina delle Dolomiti”, in base a una recente indagine del Comitato Glaciologico Italiano (CGI) in soli dieci anni ha perso il 30 percento della sua massa, mentre la superficie occupata è diminuita del 22 percento. Rischia di sparire del tutto entro due o tre decenni. Anche il ghiacciaio del Rodano – il più antico delle Alpi – sta soccombendo al riscaldamento globale, tanto che gli esperti hanno dovuto coprirne alcune sue parti con teloni isolanti. Ma è una misura a breve termine, che non impedirà l'inevitabile e completo scioglimento, se non verranno immediatamente arrestate le emissioni di CO2. Il destino di molti ghiacciai e nevai è comunque già segnato, anche se riusciremo in qualche modo ad abbattere le concentrazioni di gas a effetto serra.

“Com'è ironico e profetico che il nostro accumulo di neve più longevo si sia sciolto per la terza volta in cinque anni, proprio alla vigilia della COP26. Prima del 2000 si era sciolto solo tre volte negli ultimi 150 anni”, ha dichiarato il dottor Cameron al Guardian. Le decisioni che verranno prese alla COP26 non solo potranno salvare alcuni nevai e ghiacciai superstiti, ma saranno fondamentali anche per proteggere noi stessi e la biodiversità da una catastrofe senza precedenti.

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