Sono passati 14.000 anni dall'ultima fusione della calotta glaciale e quello dell'innalzamento del livello dei mari è un problema ancora attuale. Adesso uno studio realizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) e dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), grazie ai finanziamenti ottenuti dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca, mira a comprendere meglio quali siano quei meccanismi che regolano la “fusione della calotte polare artico e il flusso di acqua di fusione glaciale negli oceani”, in quanto elementi che influenzano i cambiamenti climatici.

In questi ultimi anni, uno dei temi più affrontati riguarda proprio gli effetti del riscaldamento globale che sta portando a cambiamenti climatici e a conseguenti modifiche ambientali, tra cui ad esempio l'innalzamento del livello dei mari che, per alcune aree del Pianeta, può rappresentare la sparizione di intere città. Per comprendere quale sia il presente di questo effetto, ma soprattutto cosa aspettarci per il futuro, i ricercatori oggi fanno un passo indietro lungo 14.000 anni, quando si registrò l'ultima grande fusione della calotta glaciale artica.

Ai tempi, la fusione portò all'immissione negli oceani di enormi quantità di acque fredde e dolci, questo comportò l'alterazione della circolazione oceanica e uno stravolgimento climatico e ambientale che raggiunse le zone tropicali. “A partire da 20 mila anni fa, durante l’ultima deglaciazione, tali cambiamenti nella circolazione oceanica hanno causato fasi di raffreddamento del nord Europa. Fino ad allora la calotta glaciale occupava tutto il Mare del Nord e si estendeva fino all’Europa settentrionale” spiegano Michele Rebesco e Renata G. Lucchi dell’Ogs.

In passato, lo scioglimento ha fatto registrare un aumento del livello del mare di 20 metri in 340 anni, un dato questo scoperto per la prima volta dai ricercatori e che permetterà di comprendere meglio le variazioni dei ghiacciai oggi. Attualmente infatti l'Artico è la zona della Terra più riscaldata, ma è anche quella che potrà influenzare maggiormente i cambiamenti: si pensa infatti che possano ripetersi eventi estremi come quelli di 14.000 anni fa.

Per il momento, gli scienziati sono giunti alla conclusione che il livello del mare si sta innalzando il doppio rispetto al previsto e ha raggiunto il record del secolo.

[Foto copertina di Michele Rebesco, Ogs Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale]