Il continuo aumento delle temperature globali e il costante scioglimento dei ghiacciai sono cause dell'innalzamento del livello del mare che, secondo i ricercatori della University of Massachusetts Amherst, fino ad oggi è stato in realtà sottostimato. I calcoli effettuati dai ricercatori, pubblicati all'intero dello studio intitolato “Contribution of Antarctica to past and future sea-level rise” e pubblicato su Nature, parlano infatti di cifre che sono il doppio rispetto a quanto previsto fino ad oggi. Ma come è possibile? Possiamo ancora sperare di fermare questo processo?

I ricercatori sostengono che limitando drasticamente le emissioni di gas serra possiamo limitare i rischi comportati dallo scioglimento del ghiaccio di Antartide, pericolosamente danneggiato dalle alte temperature registrate soprattutto in questo ultimo anno e più sensibile al riscaldamento rispetto a quanto si pensava fino ad oggi.

Se non dovessimo modificare le nostre abitudini, le previsioni sono di un innalzamento del livello del mare di 1 metro entro il 2100 e di ben 15 metri entro il 2500. Certo, sono anni che possono sembrarci lontani, ma che in realtà sono molto vicini, in particolare se si pensa ai cambiamenti geografici che questi aumenti porteranno: stiamo parlando di gravi danni alle città che ad oggi si affacciano sul mare.

Ma come sono giunti al calcolo di questi risultati così allarmanti?

Gli scienziati hanno scoperto che lo scioglimento dei ghiacciai è dovuto non solo dal riscaldamento dell'acqua del mare, ma anche dal riscaldamento atmosferico, un mix che inoltre rende più difficile il recupero della calotta polare.

I ricercatori DeConto e Pollard hanno ricostruito il livello del mare dei periodi più caldi della storia della Terra, incluso il periodo interglaciale (125.000 anni fa) e il Pliocene (3 milioni di anni fa), e hanno scoperto che allora, quando le temperature erano più o meno come quelle attuali, il livello del mare variava tra qualche metro fino a 20 metri in più rispetto a quello attuale. Il modello sviluppato è stato poi utilizzato per prevedere il nostro futuro e dimostrare che “Probabilmente il ghiaccio di Antartide è molto più sensibile al riscaldamento climatico”.  Gli scienziati dimostrano con il loro studio come non solo la calotta della Groenlandia, ma anche quella Antartica debbano essere prese in considerazione quando si parla di innalzamento del livello del mare. Ecco perché, secondo i calcoli dei ricercatori, dobbiamo aspettarci un aumento superiore rispetto a quanto previsto fino ad ora.