Due team di studiosi della Cornell University di New York e dell'Harvard Medical School di Boston, grazie a ricerche indipendenti, per la prima volta hanno creato in laboratorio cellule staminali ematopoietiche (CSE), ovvero le staminali dalle quali originano tutte le cellule del sangue, come globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. Si tratta di un traguardo importante nella ricerca medica, che getta le basi per creare riserve illimitate di cellule sane e personalizzate. Esse risultano infatti fondamentali sia per le trasfusioni che per contrastare i tumori – in particolar modo le leucemie – e tutte le patologie nelle quali le cellule sanguigne hanno difficoltà a rinnovarsi, come le anemie.

“Questo è un passo avanti fondamentale che ci porta più vicini non solo a una cura per le malattie del sangue, ma anche a decifrare la complessa biologia delle cellule staminali e i loro processi di auto-rinnovamento”, ha sottolineato il professor Shahin Rafii, direttore dell'Ansary Stem Cell Institute e autore principale dello studio condotto dall'ateneo della Grande Mela. Una delle caratteristiche peculiari delle cellule staminali emopoietiche risiede proprio nel fatto che possono “auto-rinnovarsi”, un processo che da poche migliaia di CSE permette di avere miliardi di cellule del sangue nell'arco dell'intera vita.

I team di studiosi hanno raggiunto lo stesso risultato con due percorsi differenti, ma ugualmente efficaci. La squadra del dottor Shahin Rafii ha ottenuto le CSE dalle cellule endoteliali vascolari, quelle che rivestono i vasi sanguigni. Dopo averle prelevate da alcuni topi, i ricercatori le hanno ingegnerizzate per riportarle a uno stadio primordiale. Successivamente, dopo averle esposte a uno specifico mix di proteine e tenute in incubazione per 40 giorni, le hanno reimpiantate negli animali. Una volta reintrodotte, le cellule hanno continuato a rigenerarsi e a originare vari tipi di cellule del sangue, senza provocare alcuna reazione immunitaria.

I ricercatori della Harvard Medical School, in collaborazione con i colleghi del Dana Farber Cancer Institute, sono invece partiti dalle cellule staminali umane pluripotenti, ovvero quelle che hanno la capacità di generare tutti i tipi di cellule del nostro organismo. Dopo averle riprogrammate per trasformarsi nelle cellule endoteliali dei vasi sanguigni, le hanno trattate con una “salsa speciale di proteine”, come l'ha definita l'autore principale della ricerca, il dottor George Daley. Le cellule, in una seconda fase, sono state trapiantate nel midollo osseo dei topi, e qui in due esemplari su cinque hanno dato origine alle varie tipologie di cellule del sangue. Per entrambi gli studi saranno necessari ulteriori approfondimenti, dato che le cellule create in laboratorio, seppur funzionanti, hanno una certa distanza molecolare da quelle native, ed è dunque doveroso valutarne gli effetti a breve e lungo termine. I dettagli delle ricerche condotte a New York e a Boston sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

[Foto di Dr. Raphael Lis/Flow Cytometry and Microscopy Core, Starr Foundation, Tri-Institutional Stem Cell Derivation Laboratory]