In Puglia, in soli due mesi, il numero di alberi colpiti dal batterio Xylella fastidiosa è quadruplicato nella cosiddetta fascia di contenimento, l'area cuscinetto a nord di Lecce creata per contrastare la diffusione dell'agente patogeno. Il numero di alberi interessati è ora di 3.100, in sensibile aumento rispetto ai 2.924 focolai riportati il 23 marzo e dei 2.251 registrati il 7 marzo. A comunicarlo l'Osservatorio fitosanitario Xylella della Regione Puglia, un organo creato appositamente per monitorare l'epidemia, considerata dall'Académie d'agriculture de France come la peggior emergenza fitosanitaria al mondo.

La diffusione incontrollata del batterio potrebbe infatti mettere a repentaglio non solo gli uliveti e l'industria dell'olio del Bel Paese, ma anche quelli dell'intera Europa. L'Italia, non a caso, è stata bacchettata anche dalla Commissione europea per la gestione della crisi, in particolar modo a causa del ritardo nell'abbattimento degli alberi infetti nella zona cuscinetto, provocato in varia misura sia dalle autorità competenti che dagli ambientalisti. Per la stessa ragione anche la prestigiosa rivista scientifica Nature ha pubblicato un articolo poco lusinghiero nei confronti del nostro Paese.

Nonostante i numeri degli ulivi infetti siano in aumento, gli esperti della Regione Puglia sottolineano che si tratta ancora di percentuali molto basse. Degli oltre 320mila campioni analizzati negli ultimi due anni è risultato infetto soltanto l'1 percento degli alberi, un dato che appare esiguo tenendo presente che sul territorio pugliese vi sono milioni di ulivi. Nonostante ciò l'attenzione resta altissima, proprio per evitare che il batterio possa superare la fascia di contenimento, che taglia praticamente in due la Puglia all'altezza della provincia di Brindisi.

Gli ultimi focolai intercettati si trovano a Cisternino, Ostuni e Ceglie messapica, e le autorità sono state costrette a rettificare i confini dell'area di contenimento. A nord della stessa gli alberi sono in perfetta salute e tutti gli organi competenti sono sicuri di riuscire a tenere a bada il proliferare della Xylella fastidiosa, nonostante il numero di alberi infetti sia sensibilmente aumentato in soli due mesi.