È una piccolissima vittoria per gli animalisti che, ci si augura, nel giro di poco tempo potrebbe portare alla chiusura di Green Hill, il canile degli orrori di Brescia dove vengono allevati in condizioni terrificanti cani di razza beagle destinati ai laboratori di industrie farmaceutiche o cosmetiche, noto ormai in tutta Italia grazie alle proteste dei comitati, degli attivisti e dei cittadini indignati. Ieri sera l'Aula della Camera dei Deputati ha approvato l'articolo 16 del disegno di Legge Comunitaria che prevede vincoli per il recepimento obbligatorio della direttiva europea 2010/63 sulla vivisezione. Un primo passo, s'intende, dal momento che non è previsto che il ricorso al «modello animale» venga abolito, tuttavia di importanza fondamentale: la nuova normativa andrà a sostituire la precedente 609 del 1986 ed il relativo Decreto Legislativo 116 del 1992, obbligando di fatto alla chiusura di allevamenti di cani, gatti e primati non umani, imponendo l'utilizzo di analgesia ed anestesia sugli animali, promuovendo un «sistema ispettivo che garantisca il benessere degli animali da laboratorio, adeguatamente documentato e verificabile, al fine di promuovere la trasparenza, con un numero minimo di due ispezioni all'anno di cui una effettuata senza preavviso». Ed incentivando, soprattutto, i metodi alternativi.

UNA DIRETTIVA COMUNITARIA CONTESTATA – Se si considera che da Bruxelles è giunta «una legge imperfetta a livello comunitario» per dirla con le parole dell'Eurodeputato Andrea Zanoni e che tali norme, in fase di applicazione, patiscono senza dubbio la «noncuranza delle autorità locali», proprio come accaduto nel caso di Green Hill, appare evidente come una regolamentazione sull'argomento si rendeva indispensabile, nella prospettiva di un futuro in cui le sperimentazioni sugli esseri viventi non vengano più considerate come una risorsa indispensabile, ma solo come un ricordo del passato. Secondo il Presidente Oipa Massimo Comparotto, infatti, una normativa sarà utile soprattutto a «controbilanciare i nefasti effetti della direttiva approvata a Bruxelles un anno e mezzo fa e che l’Italia deve recepire, volente o nolente, entro il novembre prossimo». Una direttiva che, secondo l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, costituiva addirittura un passo indietro rispetto alle norme attualmente vigenti in Italia e che, grazie al testo approvato ieri, avrà fortunatamente degli effetti limitati.

I METODI ALTERNATIVI ALLA VIVISEZIONE – I progressi per cancellare definitivamente questa pratica da quelle consentite nel nostro paese vanno certamente a rilento anche a causa della riluttanza, purtroppo, a ricorrere alle tecniche alternative alla sperimentazione animale: accuratamente prese in considerazione il meno possibile da istituzioni ed industrie, esse presentano, in realtà, numerosi aspetti positivi e garanzie di maggiore tutela per la stessa salute dell'essere umano. Per quanto riguarda i test di tossicità, ad esempio, l'impiego di cellule in coltura e di tessuti umani o di microrganismi per verificare i danni causati da radiazioni e sostanze chimiche, potrebbe comunque soddisfare gli standard di sicurezza richiesti per la sperimentazione di farmaci o cosmetici. Come ha affermato Carla Rocchi, Presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali

La sperimentazione animale è una pratica sempre più osteggiata sia dalla parte scientifica che dall’opinione pubblica. Mai come negli ultimi mesi le proteste contro l'utilizzo di animali nella ricerca hanno preso eco nei media e nella popolazione. L'Italia ha la possibilità concreta di dare voce ai cittadini che rappresenta votando a favore di questo emendamento che darà modo di tutelare tutte le cavie nell'ottica di raggiungere il traguardo di una ricerca senza animali.

IN PARLAMENTO MOLTI CONTRARI AI LIMITI SULLA VIVISEZIONE – La ferma convinzione, da parte di alcuni deputati, che la sola sperimentazione su animali consenta un approccio scientifico credibile è emersa chiaramente in sede di consultazione, dove sono stati presentati anche alcuni emendamenti che avrebbero praticamente costituito un vistoso passo indietro sulle norme anti vivisezione: nel corso del dibattito in Aula con i propri interventi gli onorevoli Paola Binetti (UDC), Maria Antonietta Farina Coscioni (Radicali) Ileana Argentin (PD) la quale però ha votato in maniera contraria rispetto alle intenzioni annunciate e Massimo Polledri (Lega Nord) hanno palesato l'adesione alle pratiche di vivisezione, giudicate essenziali, funzionali ed inevitabili per la ricerca e per gli studi sulla salute umana. Nonostante le istanze di una minoranza, tuttavia, l'articolo 16 è stato approvato fissando i criteri vincolanti per il recepimento della direttiva che il Governo dovrà rispettare in fase di stesura ed approvazione del Decreto Legislativo nel prossimo novembre.

DUE RISCHIOSI EMENDAMENTI BOCCIATI – Respinti con poche decine di voti favorevoli, a fronte di 400 contrari, i due deleteri emendamenti Patarino-Raisi (FLI) che, in sostanza, avrebbero consentito ad «allevamenti lager» di restare aperti ed attivi e che non disponevano l'uso obbligatorio di analgesia e anestesia per le sperimentazioni sugli animali. A votare a favore dei due emendamenti nelle votazioni numero 27 e 30 (qualcuno solo di uno, qualcun altro di entrambi come è leggibile dagli atti parlamentari) sono stati per il PDL  gli onorevoli Abrignani, Barbieri, Castiello, Galli, Giro, Nola, Rossi Luciano, Simeoni, Valentini; per FLI gli onorevoli Barbaro, Briguglio, Consolo, Conte Giorgio, Della Vedova, Di Biagio, Granata, Lo Presti, Menia, Moroni, Muro, Napoli (Angela), Paglia, Patarino, Proietti Cosimi, Raisi, Ruben, Scanderbech, Toto; per l'UDC gli onorevoli Binetti, Bonciani, Carlucci, Testa (Nunzio); per i Radicali gli onorevoli Bernardini, Farina Coscioni e Turco (Maurizio); per la Lega Nord gli onorevoli Bragantini, Buonanno, Comaroli, Crosio, Dal Lago, Fugatti, Negro, Pini, Polledri; infine due deputati del PD, Portas e Marrocu, e due di Popolo e Territorio, Orsini e Ruvolo. Favorevoli tutti, o quasi, ad un emendamento che, qualora fosse stato approvato avrebbe costituito il perpetrarsi di una barbarie ingiustificabile: e invece, a quanto pare, alla fine Green Hill chiuderà.