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Un'infanzia trascorsa a contatto con la natura riduce sensibilmente il rischio di sperimentare una peggiore salute mentale da adulti. Lo ha determinato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati spagnoli dell'Istituto per la Salute Globale di Barcellona (ISGlobal), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università di Maastricht (Paesi Bassi), dell'Università di Vytautas Magnus (Lituania), dell'Università dello Steffordshire (Regno Unito) e di altri atenei europei.

La ricerca. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Wilma Zijlema, docente presso l'Università Pompeu Fabra (UPF) di Barcellona, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati di circa 3.600 persone con un'età compresa tra i 18 e i 75 anni. Facevano tutte parte del progetto di studio PHENOTYPE (avviato nel 2013) e provenivano da quattro città europee: Stoke-on-Trent in Gran Bretagna; Barcellona in Spagna; Doetinchem nei Paesi Bassi e Kaunas in Lituania. Zijlema e colleghi hanno sottoposto ai partecipanti questionari e test psicologici per valutare l'associazione tra la cosiddetta NOE (esposizione ad ambienti naturali all'aperto) durante l'infanzia e la vitalità, l'energia, la stanchezza, il nervosismo, lo stato depressivo, lo stress e altri fattori "mentalli" sperimentati in età adulta. Tra gli ambienti naturali presi in esame non solo il verde di boschi, parchi e campagne, ma anche il blu di laghi, mare, stagni, fiumi e via discorrendo.

I risultati. Dall'analisi statistica dei dati è emerso chiaramente che chi da bambino aveva avuto una minore esposizione alla natura presentava punteggi più bassi nei test di salute mentale. Ad esempio, era più nervoso e aveva maggiori probabilità di manifestare sintomi depressivi. Poiché il 73 percento degli europei vive in ambiente urbano e spesso l'accesso agli spazi naturali è molto limitato, si tratta di un dato estremamente significativo. Anche alla luce del fatto che questo dato nel 2050 salirà all'80 percento. Emblematico che per chi ha vissuto sempre a contatto col grigiore del cemento gli spazi naturali e la natura in generale hanno una rilevanza inferiore. Secondo gli autori dello studio l'impatto negativo sulla salute mentale di un'infanzia lontana dal verde/blu risiede nel fatto che il nostro cervello si è evoluto a contatto con la natura; del resto da poco più di un secolo è iniziata la vita nelle grandi città, e non siamo affatto adattati per questo tipo di ambiente. I risultati della ricerca, che andranno suffragati da ulteriori indagini, confermano quanto emerso da altri studi che avevano rilevato un miglior stato fisico e cognitivo per chi vive a contatto con la natura. Gli scienziati sottolineano che deve essere fatto tutto il possibile per permettere l'accesso alla natura ai più piccoli, anche cambiando la progettazione delle città. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata International Journal of Environment Research and Public Health.