Le rocce sedimentarie di fango e argilla degli antichi bacini lacustri di Marte sono le migliori dove cercare tracce fossili della vita aliena sul Pianeta Rosso. Lo ha dimostrato un team di ricerca del Centro britannico di astrobiologia, Scuola di Fisica e Astronomia presso l'Università di Edimburgo, Scozia, che ha lavorato a stretto contatto con scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA, del MIT, del California Institute of Technology e di altri istituti ed enti di ricerca spaziale. Secondo gli studiosi, coordinati dal dottor Sean McMahon, le caratteristiche di queste rocce – ricche di ferro e silice – offrono le migliori condizioni per la conservazione dei fossili. Dunque, se l'obiettivo è cercare le tracce dei microorganismi vissuti su Marte miliardi di anni fa, è necessario concentrare gli sforzi della ricerca proprio in quei siti dove le rocce sono abbondanti.

Quello degli studiosi è in pratica un ‘assist' per le missioni Mars 2020 Rover della NASA e ExoMars 2020 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che attraverso l'invio di appositi robot – simili al celebre Curiosity – daranno la caccia a questi preziosi reperti fossili. I robot saranno progettati anche per raccogliere campioni, che in futuro saranno rispediti sulla Terra per un'analisi approfondita. Sapere quali sono i luoghi migliori dove indirizzarli è ovviamente un vantaggio non indifferente per la riuscita dell'ambiziosa impresa.

Ma come hanno fatto McMahon e colleghi a determinare che quelle sono effettivamente le rocce da cercare? Gli studiosi hanno prima di tutto condotto un'analisi approfondita sugli studi dedicati ai fossili terrestri, e dopo aver fatto esperimenti di laboratorio per replicare le condizioni marziane, hanno identificato le caratteristiche più idonee a mantenere la ‘firma' della vita antica. Le rocce individuate si sono formate tra i 3 e i 4 miliardi di anni fa, nei periodi chiamati noachiani ed esperiiani, quando su Marte erano presenti grandi quantità d'acqua e condizioni compatibili con la vita microbica. Poiché le rocce di quel tipo su Marte si conservano molto meglio che sulla Terra, grazie all'assenza di tettonica a placche, per gli scienziati rappresentano l'obiettivo numero uno. Sapremo molto presto se NASA ed ESA indirizzeranno i loro prossimi rover proprio verso i siti suggeriti da McMahon e il suo team. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Geophysical Research.

[Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS/JHU-APL]