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Vita aliena su Encelado più probabile: la NASA scopre nuovi composti organici sulla luna di Saturno

Grazie ai dati raccolti dallo spettrometro Cosmic Dust Analyzer (CDA) installato sulla compianta sonda Cassini, un team di ricerca internazionale ha scoperto nuovi composti organici nei pennacchi espulsi nello spazio da Encelado. Aumentano le probabilità che l’oceano profondo del satellite sia abitato da vita aliena.
A cura di Andrea Centini
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Credit: NASA
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Nuovi composti organici alla base dei “mattoni della vita” sulla Terra sono stati scoperti nei pennacchi espulsi nello spazio dalla superficie di Encelado, una delle principali lune di Saturno. Il satellite del “Signore degli Anelli” è notoriamente uno dei corpi celesti del Sistema solare in cui è più probabile che si siano originati organismi alieni, e la scoperta di questi nuovi composti chimici (a base di azoto e ossigeno, oltre che aromatici) non fa che suffragare l'affascinante ipotesi avanzata dagli scienziati. Encelado era già balzato agli onori della cronaca internazionale nell'aprile del 2017, quando la NASA annunciò la scoperta di idrogeno molecolare associato ad attività idrotermali, e anche l'anno successivo, quando lo stesso team di studiosi rilevò composti organici simili a quelli appena scoperti, ma più grandi e non solubili in acqua.

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La formazione di questi composti sulla luna di Saturno sarebbe legata alla presenza di bocche idrotermali che mettono in comunicazione il nucleo del satellite con un vastissimo oceano, sito sotto lo spesso strato di ghiaccio che caratterizza Encelado. Sulla Terra il magma che fuoriesce dalle fessure delle profondità oceaniche si mescola con l'acqua marina e dà vita a camini idrotermali dove le temperature raggiungono i 370° centigradi; durante questo processo viene emessa acqua calda ricca di idrogeno che avvia le reazioni in grado di trasformare i composti organici in amminoacidi, noti appunto come i mattoni della vita. Combinandosi fra loro gli amminoacidi danno origine alle proteine, che a loro volta permettono di replicare l'informazione genetica e dunque formare la vita stessa. Si ritiene che su Encelado siano in atto processi analoghi, e la scoperta di nuovi composti organici nei pennacchi – nel caso specifico quelli espulsi dal polo sud – non fa che aumentare le probabilità che essi possano aver dato origine a forme di vita aliena.

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“Se le condizioni sono giuste, queste molecole provenienti dall'oceano profondo di Encelado potrebbero dar vita alle stesse reazioni che vediamo qui sulla Terra. Non sappiamo ancora se gli aminoacidi sono necessari per la vita oltre la Terra, ma trovare le molecole che formano gli aminoacidi è un pezzo importante del puzzle”, ha dichiarato con entusiasmo il professor Nozair Khawaja, docente presso l'Università di Berlino e coordinatore del gruppo di ricerca che ha scoperto i composti. Gli scienziati si sono basati sui dati raccolti dalla compianta sonda Cassini, durante uno dei suoi passaggi ravvicinati a Saturno, in particolar modo all'anello E. I composti organici a base di azoto e ossigeno, rilasciati nello spazio assieme a vapore acqueo e granelli di ghiaccio, sono stati individuati grazie allo spettrometro Cosmic Dust Analyzer (CDA) installato sulla sonda, fatta schiantare nel settembre 2017 contro il pianeta al termine della sua preziosa missione. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

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