Esplosione termonucleare. Credit: Goddard Space Flight Center della NASA
in foto: Esplosione termonucleare. Credit: Goddard Space Flight Center della NASA

Alle 16:04 ora italiana di martedì 20 agosto si è verificata una violentissima esplosione termonucleare nel cuore dello spazio profondo. È stata così intensa da aver emesso in soli 20 secondi l'energia sprigionata dal Sole in una decina di giorni. L'evento è stato misurato grazie ai sensibili strumenti della missione Neutron Star Interior Composition Explorer (NICER) del programma Explorer della NASA. A descriverlo un team di ricerca internazionale guidato da scienziati della Astrophysics Science Division del Goddard Space Flight Center della NASA, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università Tecnica della Danimarca, dell'Istanbul University Observatory Research and Application Center, dell'Università di Tolosa (Francia), dell'Istituto Kavli del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e di altri centri di ricerca sparsi per il mondo.

Ma cosa è successo esattamente? L'esplosione termonucleare, un evento tecnicamente chiamato “esplosione di raggi X di tipo I”, si è verificato sulla superficie dell'oggetto SAX J1808.4-3658 (o J1808), sito a circa 11mila anni luce dalla Terra e inquadrato nella costellazione del Sagittario. Si tratta di una pulsar, una stella di neutroni caratterizzata da una densità estrema, una rotazione velocissima e dall'emissione di impulsi di radiazione elettromagnetica a intervalli molto regolari. L'esplosione intercettata da NICER, come dichiarato dal professor Peter Bult, astrofisico del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt (Maryland), è stata eccezionale. “Abbiamo visto un cambiamento della luminosità in due passaggi, che riteniamo sia causato dall'espulsione di strati separati dalla superficie della pulsar”, ha aggiunto lo studioso, sottolineando che altre caratteristiche li aiuteranno “a decodificare la fisica di questi potenti eventi”. Se infatti per la prima esplosione c'è una spiegazione, per il secondo cambio di luminosità stanno ancora cercando di capire cosa sia successo effettivamente.

La prima esplosione sarebbe dovuta alla deposizione dell'elio che, una volta sprofondato pochi metri sotto la superficie della pulsar e trasformato in una sfera di carbonio dalle reazioni nucleari, sarebbe stato sparato all'esterno con una violenza impressionante sotto forma di una vera e propria “palla di fuoco”. La stella di neutroni SAX J1808.4-3658 fa parte di un sistema binario e la sua compagna è una nana bruna, un oggetto con una massa troppo grande per essere un pianeta ma non sufficiente per renderlo una stella vera e propria e avviare le reazioni nucleari. La nana bruna sarebbe stata completamente investita dall'esplosione devastante della pulsar misurata da NICER. I dettagli sull'esplosione sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata The Astrophysical Journal Letters.