In queste ore sta facendo il giro del web la storia di Dindim, il pinguino di Magellano che ogni anno percorre 8mila km per salutare il pescatore che nel 2011 lo ha salvato dal petrolio di cui era ricoperto, offrendogli un tetto e il cibo necessario per tornare in forma prima di riprendere il largo. La storia è sicuramente appassionante e commovente e ci ricorda, ancora una volta, quanto la convivenza tra umani e animali sia possibile e necessaria. Ma chi è Dindim? Chi sono i pinguini di Magellano?

Il vero nome dei pinguini di Magellano è Spheniscus magellanicus e, come si può facilmente intuire, sono stati classificati sullo stretto di Magellano. Si tratta di pinguini che vivono tra i 25 e i 30 anni, di altezza media di 70 cm, del peso tra i 3 e i 5 chili, caratterizzati da un piumaggio molto compatto e, ovviamente, impermeabile nero e bianco, nel dettaglio, nero sul dorso, sulle ali e sulla testa, e bianco sul ventre e su parte della testa.

I pinguini di Magellano, simbolo della Patagonia, si trovano per lo più tra il Cile, l'Argentina, il Brasile e Capo Horn, ma anche sulle coste delle Isole Falkland. Si tratta dunque di un pinguino che vive in luoghi in cui il clima è più caldo.

La sua alimentazione si basa, come per tutti i pinguini, su pesci, purtroppo sempre più scarsi, e il suo ciclo riproduttivo inizia a fine estate, verso la fine di agosto. In questo periodo gli esemplari adulti si avvicinano alle coste dove depongono le uova, per poi alternarsi nella cova per poter cercare il cibo senza mai lasciare incustodito il nido.

 

Verso fine ottobre i pulcini vengono alla luce e inizia così la fase più complicata per questi pinguini. Negli ultimi anni infatti i ricercatori hanno tristemente constatato che il tasso di mortalità per i piccoli è in crescita a causa delle ondate di calore o delle violente tempeste che si abbattono sul sito riproduttivo. Per capire la gravità della situazione ci basti pensare che dal 1987 il numero di pinguini Magellano è diminuito del 20%. Insomma, i cambiamenti climatici provocati dal riscaldamento globale di cui l'uomo è responsabile stanno mettendo a dura prova l'esistenza di questi animali, e non solo.