Il raffreddore è un'infezione respiratoria scatenata da una moltitudine di virus, tra i quali si annoverano rinovirus, coronavirus, adenovirus e il virus respiratorio sinciziale umano (VRS). Come specificato dagli autorevoli Manuali MSD, quest'ultimo è talmente infettivo e diffuso che entro i primi quattro anni di vita praticamente quasi tutti i bambini ne vengono contagiati, moltissimi dei quali nel primo anno. Benché negli adulti in salute esso determini (in linea generale) una forma comune di raffreddore, nei piccoli e negli anziani debilitati può dar vita a infezioni respiratorie potenzialmente molto pericolose. Il virus respiratorio sinciziale umano è infatti il principale responsabile di malattie all’apparato respiratorio inferiore nei lattanti, e come specificato dai Manuali MSD è una causa molto frequente di “bronchiolite e talvolta polmonite, con tosse e difficoltà respiratoria”. Negli Stati Uniti ogni anno finiscono in ospedale 50mila bambini colpiti da questo virus, ed è causa di un ricovero su 6 per i bimbi del Regno Unito. Purtroppo l'infezione può avere esito fatale.

Alla luce dei rischi che il virus respiratorio sinciziale rappresenta, avere un vaccino in grado di contrastarlo potrebbe salvare la vita a migliaia di persone ogni e risparmiare enormi sofferenze a tantissime famiglie. Ad oggi non ve n'è ancora uno, tuttavia la ricerca è sulla buona strada per portare in commercio il primo. Il merito è degli scienziati della società farmaceutica danese Bavarian Nordic, che hanno messo a punto un vaccino candidato multivalente (MVA-BN-RSV) dalle buone prospettive. In uno studio clinico di fase 2 (randomizzato e controllato con placebo) che ha visto il coinvolgimento di oltre 400 volontari adulti con un'età superiore ai 55 anni, la preparazione ha dimostrato di produrre una significativa produzioni di anticorpi neutralizzanti e cellule T, offrendo una potenziale protezione immunitaria per almeno 6 mesi (l'obiettivo è arrivare a 12). Non sono emerse reazioni avverse nei partecipanti che si sono sottoposti alla sperimentazione.

L'obiettivo di Bavarian Nordic, come indicato in un comunicato stampa diffuso dall'azienda, è quello di avviare la sperimentazione clinica di Fase 3 entro il 2021, coinvolgendo 12mila persone con più di 60 anni. Qualora la preparazione dovesse superare anche questa fondamentale tappa della ricerca, la commercializzazione potrebbe avvenire entro il 2024. Il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale umano potrebbe evitare decine di milioni di gravi infezioni all'anno: secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, il patogeno provoca ogni anno 34 milioni di infezioni acute del tratto respiratorio inferiore tra i bambini piccoli, 3 milioni delle quali richiedono il ricovero in ospedale. Purtroppo perdono la vita tra 60mila e 199mila bambini ogni 12 mesi, il 99 percento dei quali nei Paesi a medio e basso reddito. I dettagli della ricerca “Broad Antibody and Cellular Immune Response from a Phase 2 Clinical Trial with a Novel Multivalent Poxvirus Based RSV Vaccine” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica The Journal of Infectious diseases.