Dubbi sul vaccino russo contro il coronavirus. Una lettera aperta, firmata da oltre trenta scienziati europei, contesta i primi dati scientifici sulla formulazione annunciata da Vladimir Putin lo scorso agosto e registrata come sicura prima ancora di aver superato le necessarie sperimentazioni. I ricercatori russi, che la scorsa settimana hanno pubblicato i risultati dei test di fase 1 e 2 su The Lancet, hanno affermato che il vaccino – chiamato Sputnik V dal nome del primo satellite sovietico lanciato nello spazio nel 1957 – si è dimostrato “sicuro e ben tollerato” dai partecipanti ai test (38 volontari per ciascuna delle fasi di sperimentazione).

Vaccino russo coronavirus: “Incoerenze nei dati della sperimentazione”

Tuttavia, la lettera aperta a firma di una nutrita schiera di ricercatori europei esprime perplessità sui dati, indicando “potenziali incongruenze”. Gli esperti hanno identificato “apparenti duplicazioni” nei risultati presentati che, in mancanza dei dati numerici originali, non permettono di trarre conclusioni definitive sull’attendibilità. “Gli autori non hanno specificato abbastanza caratteristiche dei pazienti convalescenti utilizzati come controllo per la valutazione della risposta immunitaria” si legge nel documento.

In particolare, gli esperti hanno osservato che i livelli di anticorpi rilevati in diversi volontari coinvolti risultano identici e non sono state specificate le caratteristiche dei pazienti con Covid-19 appartenenti al gruppo di controllo per la valutazioni degli anticorpi sviluppati dai soggetti vaccinati. “Durante l'attuale pandemia, l’estremo interesse e le aspettative del pubblico per un vaccino efficace sono comprensibili. Ciononostante – avvertono i ricercatori – le stesse ragioni dovrebbero motivare la comunità scientifica a prestare ancora più attenzione alle prove scientifiche e ai dati sottostanti, ed è quindi della massima importanza che siano pienamente disponibili per un attento esame”.

La rivista The Lancet ha fatto sapere di essere a conoscenza delle perplessità: “Abbiamo condiviso la lettera direttamente con gli autori e li abbiamo incoraggiati a impegnarsi nella discussione scientifica” ha detto un portavoce della rivista all’agenzia di stampa Afp. Il portavoce ha aggiunto che la ricerca è stata esaminata da esperti indipendenti prima della pubblicazione, dunque sottoposta ala revisione paritaria (peer review).